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  • Ultimo Aggiornamento: 24 Giugno 2017 - 12:23

Gridelli: "Perchè siamo usciti dall'aula"

cassonettiContinua a far discutere l’aumento della Tari (tassa sui rifiuti) decisa nell’ultimo consiglio comunale. Di seguito riportiamo una nota del consigliere 5 Stelle Gerardo Gridelli, che spiega le ragioni dell’uscita dall’aula al momento della votazione nel corso dell’ultimo consiglio comunale.

“Come Movimento 5 Stelle, è da più di un anno che denunciamo, sia in Regione che in Consiglio comunale, che Atersir deve essere il garante dei Comuni e non il passacarte dei gestori. Da molto tempo denunciamo che sui Piani economici e finanziari che contribuiscono a fissare le tariffe dei singoli Comuni come la Tari non ci sia la dovuta trasparenza. Un Comune chiamato a deliberare sulla applicabilità di una tariffa ha il dovere e il diritto di avere in mano tutti i dati che la quantificano. Quando non accade vuol dire che c'è un ente che invece di essere il consulente del Comune, gli impone un calcolo fatto da qualche altra parte.

Non è possibile che il Consiglio comunale sia messo nelle condizioni di deliberare sulla fiducia, senza avere le informazioni adeguate. Ai consiglieri comunali è stata passata una sintetica tabella riassuntiva senza nessun elemento valutativo e senza che la delibera di Atersir sia ancora pubblicata. Sono solo numeri e sigle, altro che PEF. Non vengono comunicati i dati relativi alla raccolta dell'anno scorso, i costi associati a quella raccolta, i costi sostenuti effettivamente per lo spazzamento, come sono calcolati gli ammortamenti. Niente di niente.

Gli aumenti senza pezze di appoggio sono una beffa per tutti i cittadini e per tutti quei comuni che stanno lavorando bene sul fronte della crescita della raccolta differenziata (San Mauro Pascoli compreso) e che si troveranno a far pagare ai propri cittadini costi maggiorati: è inconcepibile.

Molti Sindaci della nostra provincia hanno ufficialmente dichiarato di non accettare i diktat di Atersir. La Giunta PD di San Mauro Pascoli è controcorrente. Si preferisce approvare la delibera per poi effettuare un ricorso al TAR. In sostanza prima paghiamo e poi chissà. Alla base di tutto vi è una scelta dovuta (a nostro avviso) ad un non chiaro disegno politico economico. A nostro avviso si doveva procedere come ha effettuato Savignano sul Rubicone, rigettare la delibera, applicare l'imposta Tari del 2016, effettuare il ricorso al Tar e nel frattempo mettere in bilancio la mancata parte di aumento dell'imposta.

Come gruppo consiliare ci siamo rifiutiamo categoricamente di votare il provvedimento e ci riserviamo di segnalare l'accaduto nelle opportune sedi",

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