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  • Ultimo Aggiornamento: 19 Agosto 2017 - 18:16

Monumento Pascoli: bagarre sul luogo

Il 10 agosto prossimo a Gualdo sarà inaugurato un monumento in ricordo del tragico delitto di Ruggero Pascoli, padre del poeta di cui ricorrono i 150 anni. Nei giorni scorsi questa vicenda ha scaldato gli animi per le dichiarazioni dello studioso savignanese, Elio Raboni, secondo cui il vero luogo dell’omicidio sarebbe tra San Giovanni in Compito e Savignano. Dunque, il monumento sarebbe posizionato in un luogo errato. A confutare questa tesi Piero Maroni, vicepresidente dell’Accademia Pascoliana. Di seguito pubblichiamo il suo intervento.

delitto PascoliDomenica 4 giugno, sul Resto del Carlino è apparso un articolo in cui si dava grande evidenza alle affermazioni dello studioso savignanese Elio Raboni che citando scritti di Luigi Renato Pedretti (a me sconosciuto) e soprattutto di Gino Vendemini, savignanese, garibaldino, avvocato e senatore, confutava la scelta della collocazione del monumento nella zona prescelta.

Vendemini nel suo libro "Aegri somnia e una capa ad sunett" sostiene l'ipotesi che la fatale imboscata a Ruggero Pascoli sia avvenuta davanti alla "Madonna del Pietrone" tra San Giovanni in Compito e Savignano, conclude pertanto l'opinionista che se Vendemini così ha scritto, così è.

Se l'affermazione di Vendemini fosse vera, sarebbe la prova probante di una sua complicità nel delitto, nessuno mai ha testimoniato o accertato la verità sulle modalità dell'evento, solo sussurri, come poteva lui sapere del luogo e delle circostanze dell'esecuzione? A San Mauro, dove tutti sapevano ma nessuno ha parlato, si è sempre sussurrato di Gualdo, di fronte ad una celletta dedicata alla "Madonna dell'Olivo" situata in un angolo del parco della villa (ora) Ginanni. Quel che si sussurrasse a Savignano lo ignoro, certo invece è che a fermare la cavalla col corpo senza vita di Ruggero, in centro a Savignano furono congiuntamente un nipote di Cacciaguerra e Gino Vendemini, e la coincidenza induce a pensar male anche se si fa peccato, ma, diceva Andreotti, quasi sempre ci si azzecca! E poi, se è vero, come risulta dalle ricerche di Rosita Boschetti (direttrice del Museo Casa Pascoli), che l'omicidio fu il frutto di un complotto repubblicano, c'è qualcuno disposto a pensare che l'ardente garibaldino e senatore, pure lui repubblicano, non ne fosse al corrente?

Son trascorsi 150 anni e certi misteri non si chiariranno mai del tutto, credo pertanto che il tono polemico dell'articolo vada annoverato tra le beghe di paese, utili solo ad alzare ancor più storici campanili e alle quali personalmente ritengo non ci si debba addentrare più di tanto. Che ognuno rimanga della propria opinione, quel che è più importante ora è erigere il monumento progettato, che sia posto un Km più avanti o più indietro, sono semplici congetture, ciò che va invece valorizzato è il messaggio che potrà trasmettere a coloro che, transitando lungo la via Emilia, saranno indotti a porsi domande e a impegnarsi in una più approfondita riflessione sui temi dell'esistenza e della poesia.

Mi piace chiudere con le parole del grande Cesare Garboli, che ripartendo dalla Torre per la sua Viareggio ebbe a dire: "L'omicidio di Ruggero è il più affascinante giallo della letteratura italiana, insistete e insistete, tenetelo sempre vivo!".

Questa la risposta pubblicata poi sul Resto del Carlino, senonchè, udite, udite, nei giorni successivi mi giunge un e-mail di Raffaello Dellamotta col seguente contenuto:

“Sto rileggendo AEGRI SOMNIA e UNA CAPA AD SUNET di Vendemini (seconda edizione 1961).

A pag.81 l'autore ricorda che  "..... io e il signor Giuliano Cacciaguerra, mio compaesano ed amico, ..." " ...una vettura che dalla parte del Compito veniva verso di noi tutt'a sghimbescio ....", poi continua" … Si seppe poi che l'assassino, rimasto ignoto, almeno alle autorità, appiattato nel fosso in prossimità di Gualdo.....lo aveva atteso in caccia nel ritorno dal mercato di Cesena ..." .

Come si vede anche il Vendemini sostiene che l'omicidio sia avvenuto a Gualdo e non alla Madonna del Petrone.” A questo punto non ci sono parole, il monumento è in fase conclusiva e verrà collocato nei pressi di Gualdo il 10 di agosto, solo una domanda rimane sospesa nell'aria: perchè questo intervento dei savignanesi neanche suffragato dalle citazioni storiche da essi riportate?

Piero Maroni

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