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  • Ultimo Aggiornamento: 28 Maggio 2017 - 19:00

Scarpe 2016: bene export, male mercato interno

foto zaffagnini01 scarpeAlti e bassi nel distretto della scarpa di San Mauro, con una sentenza che pare lapidaria: cresce chi fa affari con l’estero. A dirlo è l’ultimo Rapporto sull’economia della Camera di Commercio della Romagna nel focus dedicato al calzaturiero. Un settore “ancora caratterizzato dalla scarsa vivacità”, si legge, tanto che le imprese che hanno dichiarato un andamento positivo nel quarto trimestre sono passate dal 38,1% al 26,3%, mentre quelle che hanno riscontrato una diminuzione della produzione sono salite al 68,4%. Più in generale la produzione lo scorso anno è calata del -1,5%, così come il fatturato -2,8%. La domanda è diminuita nel mercato interno del -3,4%, al contrario quella estera è cresciuta del +2,1%. In crescita anche il numero degli addetti del +4,1%.

È evidente in questo quadro, come siano le esportazioni a trainare un settore stagnante sul fronte della domanda interna. A riprova c’è anche una recente fotografia di Unioncamere Emilia-Romagna secondo la quale a spingere l’export della nostra regione – capace di crescere più di quello nazionale, +1,5 contro +1,2% - c’è il sistema moda che
mette a segno un +3,5%. Il sistema moda regionale vale in esportazione 6.268 milioni di euro in valore, secondo per importanza e peso economico solo alla meccanica. A trainarlo sono soprattutto le calzature +14,4% (726 milioni di euro), con il distretto di punta a San Mauro Pascoli.

E su questo fronte buone notizie arrivano dalla Russia. Secondo l’agenzia ITA-ICE di Mosca, a gennaio l’import di prodotti made in Italy in Russia è aumentato del 39%. Il solo comparto fashion, che rappresenta il 15% del totale importato, è cresciuto del 40,4%. Lo stesso ufficio ha diffuso la notizia che le vendite di scarpe in Russia torneranno a crescere nel 2017 e lo faranno a un ritmo compreso tra il +5 e il +10% proprio perché negli ultimi anni la domanda di scarpe era stata rinviata. Nell’ipotesi di sviluppo più ottimistico, nel 2017 il mercato potrà tornare ai livelli del 2005, stimati in 10,9 miliardi di dollari, il che aprirebbe interessanti prospettive alla scarpa italiana, considerato il cambio del rublo.

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