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  • Ultimo Aggiornamento: 14 Agosto 2017 - 19:13

Pittore

PittoreNel comune di Savignano è esposta una grande tela della fine del Cinquecento. Si tratta di un'opera d'indubbia qualità artistica ma anche di valore documentario per la storia di Savignano. In primo piano il soggetto religioso: con Dio, la Madonna, sant'Agostino. Sullo sfondo i palazzi cittadini: con la rievocazione di un fatto: una processione che si snoda uscendo dalla porta di ponente, in ottemperanza a un voto rivolto alla Madonna, affinché fosse tolto, come avvenne, l'assedio al comune da parte del duca di Urbino nel 1522. Il quadro, recentemente ritrovato e restaurato, è opera di Giovan (o Giovanni) Battista Amato pittore di origini sammauresi.  Allo stesso Amato si devono due dipinti conservati a Santarcangelo: l'uno nella chiesa della Collegiata, l'altro nel museo storico archeologico, MUSAS. A quest'ultimo il catalogo del museo attribuisce un “nobile gusto manierista”. Nonostante la genesi e l'esempio di Amato, non risulta a San Mauro una diffusa presenza di artisti figurativi. Il che, date le dimensioni, la storia e l'economia del comune, pare del tutto normale. Nondimeno conosco, a partire dal secolo scorso, l'attività di singoli assolutamente degna di menzione. Li elencherò sommariamente. Su Armido Della Bartola e suoi circa sessant'anni dedicati al “colore” (nasce a San Mauro allo scadere degli anni Dieci), esiste una bibliografia ampia e approfondita. Qui ricorderò la sua propensione al paesaggio, soprattutto marino (un soggetto in particolare I poveracciari, ovvero i raccoglitori di “poveracce”; in dialetto rispettivamente purazér e purazi: puraza al singolare; cibo dei poveri per eccellenza), la natura morta, il nudo femminile...  Di sei anni più giovane di Della Bartola, è il poliedrico Guglielmo “Mino” Giovagnoli, tra i cui talenti compaiono pure la pittura ad acquerello di nature morte (pesci e molluschi, frutta e ortaggi, fiori) e il disegno, in cui probabilmente dava il meglio di sé, con matita e soprattutto sanguigna. Giuliano Buda (in arte Gibuda), nato a San Mauro nella seconda metà degli anni Trenta, e come Della Bartola e Giovagnoli trasferitosi a Rimini, è pittore figurativo che s'è dedicato anche ad altre arti soprattutto al cinema. Passiamo ai nati nel dopoguerra. “Non ho mai seguito percorsi prestabiliti, canoni costituiti, luoghi comuni” scrive Agostino Giovanni che rimase folgorato assai giovane da un concorso di pittura dedicato ai luoghi di Pascoli. Con interessi che sconfinano nella grafica in particolare per l'industria calzaturiera, si segnala nel campo dell'arte contemporanea per l'originalità della sperimentazione e della ricerca fino all'utilizzazione di materiali presi dalla vita quotidiana. Di alcuni anni fa l'ampia personale Ritorno alla Torre ovvero nei luoghi dell'infanzia. Stefano Campana, intellettuale e artista dalle molte abilità, occupa un posto in questa rassegna con la qualità delle sue incisioni a punta secca nonché coi suoi acquerelli. Alessandra Spinelli, in arte Acqua che canta, sta intessendo da tempo  un interessante percorso artistico ispirato alla cultura dei nativi americani che, anno dopo anno, si concretizza in una mostra nel portale di Montebello (Poggio Torriana). Elena Raimondi è la più giovane. Nata nella seconda parte degli anni Settanta (su di lei si possono trovare molte informazioni nella rete), ha iniziato a partecipare a concorsi e a esporre le sue opere ancora bambina. Pittrice che sviluppa la sua ricerca con originalità nel solco dell'informale e della por-art, decoratrice di talento nel settore della moda,  s'è cimentata anche nell'illustrazione con al suo attivo la suggestiva banda visiva della fiaba (testo di Leonardo Polverelli) Webs & Spiders. Indugiando nel dominio dell'illustrazione, è da ricordare Fabiola Valentini e il suo Leonardo l'acqua e la natura (testo di Alice Sapia), racconto ispirato alla figura di Leonardo da Vinci. Da alcuni anni s'è trasferito a San Mauro Giovanni Manzi, originario di Sant'Angelo di Gatteo. Partito dalla ceramica, attività creativa mai abbandonata (per esempio una notevole Via crucis), è arrivato, lungo un percorso originale, alla pittura con predilezione per l'acquerello e alla scultura, campo nel quale rammento i cavalli e i soggetti d'ispirazione pascoliana. Assai recente l'adesione di Vittorio Pollini, uno dei padri dell'industria calzaturiera sammaurese, che si concentra sull'oggetto del suo lavoro: la scarpa. Ampia la partecipazione dei sammauresi all'attività dei Pittori della pescheria vecchia di Savignano. Questa sommaria rassegna seguita con la vignetta: il tratto e l'umorismo di Roberto Arnone alla base del presente volume, che non immemore di una lunga tradizione, la rinverdisce e la colloca in un solco autoctono; e quelli di Federico Fioroni di cui si può godere un esempio significativo nelle illustrazioni delle tragicomiche vicende del protagonista del racconto di Paolo Marconi La gioia di vivere. Concludo rammentando, a conferma della vocazione pratica degli indigeni e traslocando dal settore artistico a quello industriale, pur se affine, l'IVAS che è un'importante fabbrica di vernici. 

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