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  • Ultimo Aggiornamento: 14 Agosto 2017 - 19:13

Il mare di San Mauro

fido mareÈ difficile spiegare a chi non conosce il mare, la potenza, la seduzione che emana da quella piatta (oppure mossa) immensa distesa d'acqua azzurra. E posso capire l'inestricabile legame che nutre con esso chi ci è nato e vissuto davanti; vi si è bagnato o ci ha lavorato. Dico posso capire, perché mi colloco in una posizione mediana: quella di molti, per altro, che sono nati e cresciuti a San Mauro Pascoli; a  sette chilometri dal mare, cioè da San Mauro a Mare, località del comune. La posizione di chi - di certo quelli della mia generazione - in quel luogo ci ha trascorso le estati.

  Per quanto mi riguarda, ci ho soggiornato da piccolo con la famiglia, da adolescente l'ho raggiunta in autostop, poi con l'automobile o la motocicletta. Ricordo benissimo la fontana ottagonale al centro della piazza che mi pareva assai bella, il mare senza le scogliere, i viottoli polverosi, le siepi e le libellule, la sorgente di acqua ferruginosa... e la radicale trasformazione a partire dagli anni del Boom economico. Sapevo poco, invece, delle vicende precedenti: una lacuna che posso cominciare a colmare grazie alla pubblicazione di un libro. Fino a ora infatti su San Mauro a Mare avevo incontrato notizie sparse; e letto il libro sul parroco don Ivo di Raffaello Dellamotta, e il libretto sul primo edicolante Mario Tisselli nonno di Caterina (non è chi non veda l'importanza in una comunità dell'edicola). Avevo visto anche la raccolta  di fotografie di Alessandro Del Vecchio, documento assai importante sulla storia dello secolo scorso. Altro non so aggiungere - anche se non posso scommettere sul fatto che non mi sia sfuggito nulla.

  Il libro in questione s'intitola Il mare di San Mauro. Storie e racconti della nostra gente (Il Ponte Vecchio, Cesena 2017, pp. 190, Euro 15) ed è opera di Caterina Tisselli e Raffaello Dellamotta entrambi citati poc'anzi: lei poetessa con molte raccolte all'attivo, lui ricercatore appassionato. Dopo una presentazione-ricordo di Ermanno Pasolini giornalista del “Resto del Carlino”, troviamo tre saggi sulle origini della comunità, quindi le testimonianze dei/sui protagonisti di questa storia che è la parte più consistente del volume. In chiusura note su dove si ballava, sul circolo ARCI, e una lettera. Dunque un testo misto di storia e memoria biografica, che è punteggiato dai versi della Tisselli in funzione non semplicemente esornativa, ma parte integrante del progetto.  Scrive la Tisselli nell'incipit: “... il mare di San Mauro è una piccola oasi di viali addobbati, di fonti zampillanti, di terre fertili ove si respira laborioso il sapore di salsedine lungo i viali marini, testimoni delle stagioni sul mare increspato di burrasche lontane”. Ma anche nelle parti più saggistiche la scrittura  - non sappiamo se frutto della penna di Dellamotta, della Tisselli o di entrambi - è assai curata, quasi narrativa: leggere per credere, l'inizio del saggio sulla ferrovia. Un libro denso d'informazione e ricco di scrittura e poesia.

Gianfranco Miro Gori

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