Accedi con:
  • Ultimo Aggiornamento: 19 Agosto 2017 - 18:16

Giovanni Nadiani e il dialetto della modernità

domenica 6 agosto 2017Grande folla domenica sera 23 luglio a Cassanigo, frazione di Cotignola, spiazzo davanti alla chiesa. Approssimativamente 600/700 persone che erano colà riunite per assistere a una lettura poetica con interventi musicali in ricordo di Giovanni Nadiani, scomparso un anno fa poco più che sessantenne.

Giovanni Nadiani, per chi non lo conoscesse, è stato il più originale della generazioni dei poeti nati nel dopoguerra. Un grande sperimentatore. Uno che ha lanciato il dialetto nella modernità, contaminandolo con altre lingue. Uno che ha saputo scrivere versi di una drammaticità lancinante e al contempo monologhi, che lui riconduceva al cabaret, del tutto esilaranti. Uno, insomma, che ha lasciato un'impronta indelebile nella poesia degli ultimi trent'anni.

Molte sono le sue opere non solo nel campo della poesia ma in quello della saggistica, della narrativa, della traduzione... Nell'impossibilità di ricordarle in maniera compiuta ne citerò almeno due. TIR, opera degli inizi fondamentale per la poesia in generale, che radica il dialetto, lingua del passato, nel paesaggio umano e fisico della modernità: delle autostrade solcate dai Tir, appunto, dei supermercati e dei loro smisurati parcheggi: periferie di un mondo che è ormai un'immensa anonima periferia. Verso il cui il dialetto agisce, esiste e resiste. Ricordo anche aNmarcurd, opera (quasi) finale, una sorta di testamento che sin dal titolo rovescia il “classico” amarcord romagnolo che annovera tra i suoi principali autori Pascoli, Fellini e Guerra. Un libro denso, sofferto in ogni parola, in ogni segno di punteggiatura. Due libri che ogni amante della poesia dovrebbe leggere.

La serata è stata ideata, organizzata e condotta dal faentino Renzo Bertaccini che si è avvalso di varie collaborazioni. A essa hanno partecipato sei poeti provenienti da diverse parti della Romagna e il musicista Quinzan Pietro Bandini. Questi i poeti: Giuseppe Bellosi, Carlo Falconi, Paolo Gagliardi, Nevio Spadoni Annalisa Teodorani, Laura Turci e chi scrive. Tutti, a eccezione di Bellosi che si esibito nel dialet-cabaret di Nadiani, hanno letto loro versi.

La serata era intitola Brènda d'istê (Merenda d'estate) che richiama il titolo dell'ultima plaquette di Nadiani, Brènda d'Abril, e, in effetti, non è mancata una ricca merenda offerta dal circolo parrocchiale San Luigi e dalla famiglia Nadiani.

Gianfranco Miro Gori

Aggiungi commento

Regole per aggiungere nuovi commenti:
* i commenti degli utenti registrati (che hanno fatto il login) vengono visualizzati immediatamente;
* i commenti degli utenti non registrati vengono pubblicati dopo essere stati valutati dalla Redazione (la registrazione è gratuita);


Codice di sicurezza
Aggiorna

VIGNETTA

ULTIMI COMMENTI