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Casa Pascoli passaggio proprietà 2018Dopo 93 anni il Compendio Pascoli torna in capo al Comune di San Mauro Pascoli. “Un evento storico”, ha sottolineato il sindaco Luciana Garbuglia con una certa emozione. “Per me il Demanio lo ha ceduto per evitare le continue telefonate del sindaco agli uffici dello Stato”, ha scherzato il presidente della Regione Stefano Bonaccini. In effetti la parola chiave di questa vicenda è un termine calcistico: pressing. Quello che la Garbuglia ha fatto verso il Demanio, trovando la sponda istituzionale a Roma nel parlamentare in Marco Di Maio e l’appoggio del ministro della Cultura Dario Franceschini. Il risultato è un’area dall’alto valore culturale, si pensi solo a Casa Pascoli, ma anche patrimoniale, oltre 3 milioni di euro in capo al comune, con un altro milione in arrivo dal Cipe di investimenti.

La scintilla che ha portato allo sblocco della vicenda, dopo innumerevoli tentativi a vuoto, è la legge dello Stato che consente l’affidamento gratuito ai comuni di beni, a fronte dell’impegno dell’ente locale nella valorizzazione. E così San Mauro nel 2011 dell’era Gori ha presentato la domanda, nel 2014 un progetto per la valorizzazione, per arrivare alla firma di ieri con la cessione definitiva. “Con questo passaggio saldiamo il definitivo debito nei confronti di Pascoli – parole del sindaco – Alla sua morte nel 1912 la sorella Mariù negò la salma malgrado il volere del poeta, dando vita a un rapporto di amore e conflitto con la famiglia. Ora quella frattura è stata rimarginata: tutto oggi è sotto la nostra responsabilità”.

Soddisfatto dell’operazione il Direttore generale del Demanio Roberto Reggi: “Lo Stato non sempre è bravo con i beni pubblici, la situazione del gerontocomio lo attesta. Laddove c’è la volontà dei comuni di prenderli in carico e investire, si costruisce un percorso con le comunità. A San Mauro è stato così, anche grazie alla determinazione del sindaco. Col federalismo dei beni sono passati ai comuni 4800 beni”. E se Marco Di Maio ha parlato di “vittoria per tutta la Romagna”, il presidente Bonaccini ha spinto su un punto: con la cultura si mangia. “La bellezza è il nostro giacimento di petrolio, in Italia abbiamo il 70% dei beni artistici del mondo. Qui dobbiamo spingere. Come Regione abbiamo aumentato gli investimenti per la cultura di due volte e mezzo, volano di crescita del turismo. In tre anni le presenze sono passate da 45 a 57 milioni nella nostra regione, per un contributo al Pil pari al 12%. Questa è la strada tracciata, indietro non si torna”.

“Il sogno è l’infinita ombra del vero”, scriveva il Pascoli. Quel sogno oggi si è fatto realtà.

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