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Zicchetti Rossi CasadeiLa chiesetta nel cimitero ha perso il suo anonimato. Da sabato si fregia di una antica scritta su una lapide in marmo di Carrara di 6 metri, che la riporta al tempo che fu, prima della Seconda guerra mondiale: “Sancta et salutaris est cogitatio pro defunctis exorare” (santo e salutare è il pensiero di ricordare i defunti). “Questa scritta ci riporta alla nostra condizione di passaggio della vita”, ha detto sabato scorso il parroco Don Giampaolo Bernabini durante l’inaugurazione.

Questo è un bene è importante, citato anche da Panzini in un suo libro. Ci ricorda l’essere nella storia e l’importanza della memoria”, ha affermato il sindaco Luciana Garbuglia. Un plauso all’iniziativa è arrivato da Marco Musmeci delle Belle Arti: “I cimiteri sono parte della storia e della identità di una comunità”.

A rendere possibile l’iniziativa sono stati tre sammauresi Giuseppe Casadei, Mauro Rossi e Giorgio Zicchetti che hanno raccolto i 1600 euro necessari per realizzare il manufatto. Tre tre ha parlato Zicchetti: “Il cimitero di San Mauro fu benedetto e inaugurato il 20 luglio del 1817. La prima persona sepolta fu una donna, Carla Paganelli”.

Ai tanti partecipanti all’inaugurazione è stato consegnato un fiore da portare alle tombe dei propri cari nel cimitero.

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