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abraham roma fiorentina

Federico Ceccorulli, vive a San Mauro Pascoli, esattamente dove è nato il poeta Giovanni Pascoli – e non è altro che lo zio di Tammy Abraham

«Lui ha una grande testa, esattamente quella che non avevo io». Già, anche se poi i tempi sono diversi e il calcio di oggi non è più quello di 35 anni fa. Se però avesse bisogno di qualche consiglio fidato, Tammy Abraham sa a chi rivolgersi. Si chiama Federico Ceccorulli, vive in Romagna – a San Mauro Pascoli, esattamente dove è nato il poeta Giovanni Pascoli – e non è altro che lo zio del centravanti della Roma, scrive La Gazzetta dello Sport.

Sposato da trent’anni con Eunice Timmy, che poi è la sorella del padre di Tammy. «La conobbi in una discoteca sul mare, lei lavorava da queste parti. Ci sposammo in Nigeria, a Lagos, per poi tornare a vivere qui». Proprio dove Federico da giovane aveva iniziato a giocare con la Sammaurese, oggi in Serie D, all’epoca in Promozione. 

«Mi fece esordire Gino Stacchini, ex giocatore della Juventus, giocavo anche io centravanti. Poi mi ruppi perone e malleolo, andai a fare il militare e quando tornai iniziai a girovagare per le categorie inferiori. All’epoca era così, sopratutto in Romagna: bella vita, belle donne, discoteche, divertimenti…». Insomma, facile perdersi, soprattutto con i primi soldi in tasca.

Cosa che difficilmente succederà ad Abraham. «Impossibile. Lui ha alla spalle una famiglia fantastica, unita, che ti insegna i giusti valori – dice “Cecco” -. Tammy è un ragazzo sano di testa. Le sue doti migliori? Il dribbling e il colpo di testa, ma forse deve mettere su un po’ di chili». Federico avrebbe voluto essere già all’Olimpico domenica, ma l’attività commerciale – una pescheria ereditata dal padre – non glielo ha permesso.

«Con il cuore ero ovviamente lì. Appena potrò lo verrò a vedere dal vivo. Tra l’altro, ho un fornitore che è un tifoso sfegatato della Roma e mi ha già chiesto di portarlo all’Olimpico…». Lui, invece, è tifosissimo dell’Inter. E del Cesena, ovviamente, che poi è lì, a due passi. Tammy, però, in Italia non ci era mai venuto prima, se non per L’Europeo Under 21 del 2019, quando l’Inghilterra si allenò proprio sul campo della Sammaurese.

«Lui non parla italiano, io l’inglese lo mastico poco. Ma c’è mia moglie che ci aiuta e comunque quando ci vediamo troviamo sempre il modo di intenderci. Anche il fratello più piccolo di Tammy è molto bravo, attaccante anche lui».

Ed allora via con quella carrellata di consigli che uno zio può dare ad un nipote. «Vederlo in Italia un po’ mi ha sorpreso, non mi sorprendono invece i 40 milioni spesi per prenderlo. Di consigli, però, Tammy non ne ha bisogno, ma gli dico di pensare solo al calcio ed a nient’altro. E se succederà, vedrete che presto tornerà ad essere protagonista anche con l’Inghilterra».

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