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Pubblicato da il Resto del Carlino

Alesja DeljaLa scorsa primavera – era ancora al primo anno di università – ha partecipato, in coppia con una collega bolognese neolaureata, a una competizione internazionale sulla cybersecurity, la sicurezza dei sistemi informatici. Contro ogni pronostico, la ventenne Alesja Delja, nata in Albania e trasferitasi a San Mauro Pascoli all’età di 5 anni, è arrivata in cima alla classifica, sbaragliando circa 400 concorrenti da tutto il mondo. Ora, le due ‘amiche geniali’ riceveranno un premio da 2000 dollari, che spenderanno per frequentare programmi di approfondimento dedicati proprio alla sicurezza informatica.

Delja, in cosa consisteva la competizione?

"Bisognava partecipare a una serie di sfide riguardanti diversi ambiti, dall’analisi di dati crittografati alla sicurezza dei software. In ciascuna sfida dovevamo trovare la ‘chiave’ per decifrare le categorie di dati che ci venivano sottoposte. Più chiavi trovavamo, più il nostro punteggio aumentava. E ci siamo piazzate al primo posto".

L’iniziativa era organizzata dal ‘Team Shakti’, un gruppo di studentesse di informatica indiane che da anni si impegna a ridurre il divario di genere in questo campo. Cosa ne pensa?

"C’è ancora parecchia strada da fare. Basti pensare che, per partecipare, era necessario presentarsi in squadre composte da un massimo di 4 componenti: ma siamo talmente in poche che in squadra eravamo soltanto due. L’ingegnere informatico è ancora considerato un lavoro da uomini".

Perché, invece, è un lavoro da donne?

"Perché si studiano materie affascinanti, in cui le ragazze possono riuscire anche meglio dei colleghi maschi".

Quando ha scoperto la passione per l’informatica?

"Mi ha sempre incuriosita. Poi, grazie a film e serie tv, mi sono appassionata alla cybersecurity e non l’ho più abbandonata. È un argomento attuale, fa parte delle nostre vite".

Non si è mai fatta intimorire dall’idea di essere ‘in minoranza’?

"Alle superiori ho scelto ragioneria perché temevo che all’Iti – prima opzione – sarei stata sola fra tanti compagni maschi. Quando si è trattato di scegliere l’università, ho deciso che non avrei ripetuto quell’errore".

I suoi cosa le hanno detto?

"Mi hanno sempre appoggiata. Sono felici di questa vittoria: mi ripetono che posso diventare tutto ciò che desidero".

Cosa vuole diventare?

"Voglio continuare su questa strada, frequentando una laurea magistrale e approfondendo i temi legati alla sicurezza informatica. Le difficoltà non mi spaventano, anzi. Sto vivendo un’esperienza meravigliosa".

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