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Voto urne 2Sempre più accesi i toni della campagna elettorale. A fare rumore questa volta è un post della Lega di San Mauro che prende di mira il candidato Matteo Pollini. Pesanti e offensive le parole del post (poi rimosso) all’indirizzo del giovane candidato: “Codardo” e “nullo”. Il riferimento è all’assenza di Pollini nel confronto televisivo di Confcommercio tra i candidati sindaco. La presenza della seda vuota nello studio tv scatena l’offensiva leghista che spara pallettoni: “Ma il fenomeno Pollini dov’è. Dimostra la sedia vuota il suo spessore politico”. A seguire le offese.

Il candidato di TuttiXSanMauro ovviamente non l’ha presa bene. “Ritengo questa modalità di agire tipica della Lega Nord sammaurese e dei suoi rappresentanti un ottimo esempio della loro capacità politica ed amministrativa”. Pollini poi si rivolge a Nicola Rossi sostenuto dalla Lega. “Complimenti a Nicola Rossi, Nicola Ravagli e a tutti i candidati di San Mauro di Nuovo che sposano questa linea. Dimostrate ampiamente di non essere in grado di governare un paese perché capaci solo di offendere senza mettere sul tavolo tematiche serie! Vi do un consiglio, non fate ad altri ciò che non vorreste fosse fatto su di voi, e mi riferisco anche a tutti quelli che vogliono un cambiamento e di fatto approvano questo tipo di politica. Buon lavoro e buona campagna elettorale a tutti, tranne che a questi soggetti che si commentano da soli”.

Sul post leghista è intervenuto lo stesso Rossi dissociandosi dallo scritto. “Il post che citi non è scritto né da me né a mio nome. Mi dissocio completamente dai suoi toni e dalla tua risposta (di Pollini, ndr). La nostra proposta politica si esprime con toni diversi e solo io parlo in rappresentanza di essa. Mi auguro che non ci siano altri episodi di questo tipo, e che il dibattito prosegua serenamente”.

Al di là del singolo episodio, senza dubbio da censurare, la querelle Pollini–Lega nasce dalla mancata alleanza tra i due gruppi politici. Proprio la presenza del candidato leghista Nicola Ravagli nella lista di Rossi era stato lo scoglio che aveva portato alla rottura: da una parte TuttiXSanMauro che non voleva personaggi di partito, dall’altra la difesa del candidato, sostenuto in modo particolare dai vertici della lega provinciale. Di qui la rottura e gli strascichi ancora oggi presenti.

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