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San Mauro di Cesena(Spunti dalla bibliografia di San Pier Damiani “vita di Mauro”, e da “vite de’ Santi” del presbitero Carlo Massini. Purtroppo della storia e delle opere di Mauro si hanno ben poche notizie).

Il 21 novembre giorno in cui si celebra la PRESENTAZIONE di MARIA viene ricordato anche MAURO VESCOVO di CESENA, alla fine del X secolo.

SAN MAURO VESCOVO di CESENA è nato nel X secolo, l'anno e il luogo di nascita sono sconosciuti, è morto a Cesena il 21 novembre 946, oltre a Vescovo è stato anche un Monaco Benedettino.

Fu eletto Vescovo di Cesena tra il 914 e il 926, dallo zio, PAPA GIOVANNI X di Tossignano -Imola-, 122° Pontefice.

MAURO aveva ottenuto dal Papa il permesso di costruire sul “Monte Spaziano” che in seguito viene chiamato “MONS MAURI - Monte di Mauro” un piccolo Eremo e una Chiesetta, dove sovente si ritirava in preghiera. MAURO dall'alto del colle poteva simbolicamente abbracciare tutta la sua diocesi e tutti i suoi fedeli.

Proprio accanto a queste due costruzioni volle essere sepolto in un'arca di marmo.

Il luogo di sepoltura divenne meta di pellegrinaggi, e si diffuse la notizia che gli ammalati ottenessero la Grazia della guarigione. Una signora Aquitana recuperò la vista.

Col passare dei secoli, il corpo di MAURO fu dimenticato da tutti. San Pier Damiani narra che il ritrovamento avvenne casualmente. Un pellegrino, andando in processione, per allacciarsi una scarpa posò il piede sopra la tomba nascosta dagli arbusti. Non riuscì più a staccarlo e fu necessario rompere il sarcofago, che rivelò così il suo prezioso contenuto, LE SPOGLIE di MAURO, trasferite nella vicina chiesetta che dall'inizio del secolo XI era condotta dai Monaci Benedettini.

Prima dell'anno 1470, per timore delle guerre in corso nella zona il corpo di MAURO venne tolto dal sarcofago, che rimase sul monte, e portato dentro le mura della città nella Chiesa di San Giovanni Evangelista, nel 1470 fu nuovamente traslato nella nuova Cattedrale di San Giovanni Battista, in una cappella a lui riservata cinta da inferriate per proteggerlo.

Dove MAURO aveva costruito un piccolo Eremo e una Chiesetta i Monaci Benedettini, grazie ai pellegrini e alle loro offerte iniziarono nell’anno 1001 la costruzione dell'imponente Abbazia di Santa Maria del Monte.

L’interno dell'Abbazia di Santa Maria del Monte è a una navata con quattro cappelle per lato, che conservano opere d'arte di grande prestigio. In alto, su tre lati, corre il fregio di Gerolamo Longhi che contiene quattordici scene della vita della Beata Vergine. Nell'Abbazia viene custodita dal 1318 una meravigliosa  statua della Madonna, in precedenza collocata nella vicina Pieve di Montereale; patrimonio dell'Abbazia è una raccolta di circa 700 ex voto dipinti a partire dal 1400 su tavolette che raffigurano i miracoli con la quale la Vergine del Monte esprimeva la sua protezione a Cesena e ai cesenati.

Nell'Abbazia nel 1986 soggiornò Papa Giovanni Paolo II durante la sua visita in Romagna, per ricordare e celebrare il grandioso evento è stato dipinto un ex voto.

San Mauro di Cesena 02

LA CHIESA DI SAN MAURO PASCOLI

Il patrono della nostra Chiesa fino al 1644 era SAN MAURO  ABATE, come risulta dal Sigillo Comunale che rappresentava un Santo mitrato con pastorale e intorno la scritta SAN MAURUS ABBAS, e solo dopo questa data si è attuato il cambio di dedicazione della Chiesa.

Ecco come è avvenuto il cambio di intitolazione della Chiesa Parrocchiale di SAN MAURO.

Nel 1644 nella Cattedrale di Cesena si è proceduto alla ricognizione dei resti del Santo SAN MAURO VESCOVO.

Il curato Sammaurese Don CRISTOFORO BATTAGLINI suggerisce all'Arengo di inviare a Cesena alcuni rappresentati per chiedere una reliquia del santo.

Il 24 aprile 1644 Don CRISTOFORO BATTAGLINI, insieme al Dr. CRISTOFORO FILIPPI di Sant'Arcangelo, sono incaricati dal Consiglio di recarsi a Cesena a chiedere una reliquia di SAN MAURO.

La richiesta degli inviati Sammauresi viene esaudita, e viene concessa la reliquia, una falange del dito mignolo, gelosamente custodita nella Parrocchia.

Da quella data Patrono della Chiesa Sammaurese diviene SAN MAURO VESCOVO di Cesena.

Nel 1695 la Parrocchia viene insignita del titolo di Chiesa Arcipretale secondo un decreto dell'Eminentissimo sig. Cardinale Domenico Maria Corsi, e quindi le viene concesso anche il Fonte Battesimale, fino a quella data presente solo nella Pieve di San Vito, da cui San Mauro dipendeva.

Il letterato e medico condotto di San Mauro C. Grigioni già negli anni immediatamente precedenti il primo conflitto mondiale sottolineava l’incongruenza che l'intitolazione della Chiesa molto difficilmente poteva essere dedicata a San Mauro Vescovo un personaggio vissuto in tempi troppo prossimi all'edificazione della Chiesa stessa.

La tesi di Grigioni è confermata da Antonio Polloni (autore del libro “Toponomastica Romagnola" Firenze 1966) secondo il quale l'agiotoponimo (denominazione di luogo che richiama nomi Sacri o di Santi) San Mauro riferito a località al di fuori della Diocesi di Cesena, quali S. Mauro Pascoli, S. Mauro a Mare, S. Mauro di Solarolo e altri sia da riferire a S. Maurus Abbas.

Nel settembre 1944 la Chiesa subisce gravissimi danni dai bombardamenti; viene distrutto il prezioso “organo Callido” di fine 700 (costruito dall'organaro Gaetano Antonio Callido 1727-1813), fortunatamente viene recuperato indenne, l'antico e artistico ostensorio gotico che conserva la reliquia del celeste patrono, salve anche alcune reliquie di altri Santi Martiri.

Vogliamo ricordare i Santi Patroni che negli anni sono stati celebrati e venerati a San Mauro Pascoli e hanno accompagnato la vita dei Sammauresi:

LA CHIESA:

-fin dalla costruzione, si presume qualche anno prima del 1000, SAN MAURO ABATE  

-dal 1644 SAN MAURO VESCOVO di Cesena.

Nell'Abside è posta una pala d'altare dipinta dal Valentini di Rimini che raffigura SAN MAURO VESCOVO di Cesena.

La pala è racchiusa in una elegante e bella cornice opera del Parmeggiani di Bologna con doratura in oro zecchino

ALTRI SANTI VENERATI DAI SAMMAURESI:

-Santa Maria Goretti patrona della Chiesa di San Mauro Mare

-Beata Vergine, Madonna, del Fuoco, protettrice dei canapini

-San Crispino protettore dei calzolai

-San Cono protettore dei coloni Teggianesi

-Sant'Andrea Avellino, Santandrivilòin, al santo era dedicato un altare andato distrutto nei bombardamenti della seconda guerra mondiale  

Patrono della Chiesa è San Mauro Vescovo di Cesena venerato il 21 novembre, patrono del Comune è San Crispino venerato il 25 ottobre.

Riportiamo di seguito due “articoli" presenti negli antichi statuti di San Mauro attinenti al nostro racconto.

STATUTA SANCTI MAURI A.D. 1522

Libro terzo Rub. 30

De pena blasfemantis Deum vel Sanctos

Pena per chi bestemmia Dio e i Santi

A chi bestemmia o maledice Dio o la Madonna, è comminata una pena di 100 soldi. La bestemmia contro i Santi e le Sante comporta una pena dimezzata. Le quali pene il vicario farà depositare nello zocco del Comune. Chiunque sia in grado di denunciare un bestemmiatore, avendo un testimone degno di fede, ha diritto alla metà della pena.      

Libro quinto Rub. 20

De pena non euntis ad sepulturam

Pena per chi diserta i funerali

In occasione dei funerali, almeno un uomo per famiglia deve recarsi alla casa del defunto o alla Chiesa, presenziare alla sepoltura, quindi ritornare alla casa del morto, sotto pena di 5 soldi. L'obbligo è limitato ai parrocchiani; per quelli di altre parrocchie la partecipazione è facoltativa.     

Mauro e Giuseppe.

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Pubblicato il 26.09.2022 - Categoria: Vignette

LE STORIE DEL MAESTRO PIERO

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San Mauro di Cesena(Spunti dalla bibliografia di San Pier Damiani “vita di Mauro”, e da “vite de’ Santi” del presbitero Carlo Massini. Purtroppo della storia e delle opere di Mauro si hanno ben poche notizie).

Il 21 novembre giorno in cui si celebra la PRESENTAZIONE di MARIA viene ricordato anche MAURO VESCOVO di CESENA, alla fine del X secolo.

SAN MAURO VESCOVO di CESENA è nato nel X secolo, l'anno e il luogo di nascita sono sconosciuti, è morto a Cesena il 21 novembre 946, oltre a Vescovo è stato anche un Monaco Benedettino.

Fu eletto Vescovo di Cesena tra il 914 e il 926, dallo zio, PAPA GIOVANNI X di Tossignano -Imola-, 122° Pontefice.

MAURO aveva ottenuto dal Papa il permesso di costruire sul “Monte Spaziano” che in seguito viene chiamato “MONS MAURI - Monte di Mauro” un piccolo Eremo e una Chiesetta, dove sovente si ritirava in preghiera. MAURO dall'alto del colle poteva simbolicamente abbracciare tutta la sua diocesi e tutti i suoi fedeli.

Proprio accanto a queste due costruzioni volle essere sepolto in un'arca di marmo.

Il luogo di sepoltura divenne meta di pellegrinaggi, e si diffuse la notizia che gli ammalati ottenessero la Grazia della guarigione. Una signora Aquitana recuperò la vista.

Col passare dei secoli, il corpo di MAURO fu dimenticato da tutti. San Pier Damiani narra che il ritrovamento avvenne casualmente. Un pellegrino, andando in processione, per allacciarsi una scarpa posò il piede sopra la tomba nascosta dagli arbusti. Non riuscì più a staccarlo e fu necessario rompere il sarcofago, che rivelò così il suo prezioso contenuto, LE SPOGLIE di MAURO, trasferite nella vicina chiesetta che dall'inizio del secolo XI era condotta dai Monaci Benedettini.

Prima dell'anno 1470, per timore delle guerre in corso nella zona il corpo di MAURO venne tolto dal sarcofago, che rimase sul monte, e portato dentro le mura della città nella Chiesa di San Giovanni Evangelista, nel 1470 fu nuovamente traslato nella nuova Cattedrale di San Giovanni Battista, in una cappella a lui riservata cinta da inferriate per proteggerlo.

Dove MAURO aveva costruito un piccolo Eremo e una Chiesetta i Monaci Benedettini, grazie ai pellegrini e alle loro offerte iniziarono nell’anno 1001 la costruzione dell'imponente Abbazia di Santa Maria del Monte.

L’interno dell'Abbazia di Santa Maria del Monte è a una navata con quattro cappelle per lato, che conservano opere d'arte di grande prestigio. In alto, su tre lati, corre il fregio di Gerolamo Longhi che contiene quattordici scene della vita della Beata Vergine. Nell'Abbazia viene custodita dal 1318 una meravigliosa  statua della Madonna, in precedenza collocata nella vicina Pieve di Montereale; patrimonio dell'Abbazia è una raccolta di circa 700 ex voto dipinti a partire dal 1400 su tavolette che raffigurano i miracoli con la quale la Vergine del Monte esprimeva la sua protezione a Cesena e ai cesenati.

Nell'Abbazia nel 1986 soggiornò Papa Giovanni Paolo II durante la sua visita in Romagna, per ricordare e celebrare il grandioso evento è stato dipinto un ex voto.

San Mauro di Cesena 02

LA CHIESA DI SAN MAURO PASCOLI

Il patrono della nostra Chiesa fino al 1644 era SAN MAURO  ABATE, come risulta dal Sigillo Comunale che rappresentava un Santo mitrato con pastorale e intorno la scritta SAN MAURUS ABBAS, e solo dopo questa data si è attuato il cambio di dedicazione della Chiesa.

Ecco come è avvenuto il cambio di intitolazione della Chiesa Parrocchiale di SAN MAURO.

Nel 1644 nella Cattedrale di Cesena si è proceduto alla ricognizione dei resti del Santo SAN MAURO VESCOVO.

Il curato Sammaurese Don CRISTOFORO BATTAGLINI suggerisce all'Arengo di inviare a Cesena alcuni rappresentati per chiedere una reliquia del santo.

Il 24 aprile 1644 Don CRISTOFORO BATTAGLINI, insieme al Dr. CRISTOFORO FILIPPI di Sant'Arcangelo, sono incaricati dal Consiglio di recarsi a Cesena a chiedere una reliquia di SAN MAURO.

La richiesta degli inviati Sammauresi viene esaudita, e viene concessa la reliquia, una falange del dito mignolo, gelosamente custodita nella Parrocchia.

Da quella data Patrono della Chiesa Sammaurese diviene SAN MAURO VESCOVO di Cesena.

Nel 1695 la Parrocchia viene insignita del titolo di Chiesa Arcipretale secondo un decreto dell'Eminentissimo sig. Cardinale Domenico Maria Corsi, e quindi le viene concesso anche il Fonte Battesimale, fino a quella data presente solo nella Pieve di San Vito, da cui San Mauro dipendeva.

Il letterato e medico condotto di San Mauro C. Grigioni già negli anni immediatamente precedenti il primo conflitto mondiale sottolineava l’incongruenza che l'intitolazione della Chiesa molto difficilmente poteva essere dedicata a San Mauro Vescovo un personaggio vissuto in tempi troppo prossimi all'edificazione della Chiesa stessa.

La tesi di Grigioni è confermata da Antonio Polloni (autore del libro “Toponomastica Romagnola" Firenze 1966) secondo il quale l'agiotoponimo (denominazione di luogo che richiama nomi Sacri o di Santi) San Mauro riferito a località al di fuori della Diocesi di Cesena, quali S. Mauro Pascoli, S. Mauro a Mare, S. Mauro di Solarolo e altri sia da riferire a S. Maurus Abbas.

Nel settembre 1944 la Chiesa subisce gravissimi danni dai bombardamenti; viene distrutto il prezioso “organo Callido” di fine 700 (costruito dall'organaro Gaetano Antonio Callido 1727-1813), fortunatamente viene recuperato indenne, l'antico e artistico ostensorio gotico che conserva la reliquia del celeste patrono, salve anche alcune reliquie di altri Santi Martiri.

Vogliamo ricordare i Santi Patroni che negli anni sono stati celebrati e venerati a San Mauro Pascoli e hanno accompagnato la vita dei Sammauresi:

LA CHIESA:

-fin dalla costruzione, si presume qualche anno prima del 1000, SAN MAURO ABATE  

-dal 1644 SAN MAURO VESCOVO di Cesena.

Nell'Abside è posta una pala d'altare dipinta dal Valentini di Rimini che raffigura SAN MAURO VESCOVO di Cesena.

La pala è racchiusa in una elegante e bella cornice opera del Parmeggiani di Bologna con doratura in oro zecchino

ALTRI SANTI VENERATI DAI SAMMAURESI:

-Santa Maria Goretti patrona della Chiesa di San Mauro Mare

-Beata Vergine, Madonna, del Fuoco, protettrice dei canapini

-San Crispino protettore dei calzolai

-San Cono protettore dei coloni Teggianesi

-Sant'Andrea Avellino, Santandrivilòin, al santo era dedicato un altare andato distrutto nei bombardamenti della seconda guerra mondiale  

Patrono della Chiesa è San Mauro Vescovo di Cesena venerato il 21 novembre, patrono del Comune è San Crispino venerato il 25 ottobre.

Riportiamo di seguito due “articoli" presenti negli antichi statuti di San Mauro attinenti al nostro racconto.

STATUTA SANCTI MAURI A.D. 1522

Libro terzo Rub. 30

De pena blasfemantis Deum vel Sanctos

Pena per chi bestemmia Dio e i Santi

A chi bestemmia o maledice Dio o la Madonna, è comminata una pena di 100 soldi. La bestemmia contro i Santi e le Sante comporta una pena dimezzata. Le quali pene il vicario farà depositare nello zocco del Comune. Chiunque sia in grado di denunciare un bestemmiatore, avendo un testimone degno di fede, ha diritto alla metà della pena.      

Libro quinto Rub. 20

De pena non euntis ad sepulturam

Pena per chi diserta i funerali

In occasione dei funerali, almeno un uomo per famiglia deve recarsi alla casa del defunto o alla Chiesa, presenziare alla sepoltura, quindi ritornare alla casa del morto, sotto pena di 5 soldi. L'obbligo è limitato ai parrocchiani; per quelli di altre parrocchie la partecipazione è facoltativa.     

Mauro e Giuseppe.

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