Logo new 02

Pascoli giovanePer i fratelli Pascoli che durante tutto l'anno erano in collegio a Urbino, il distacco dalla famiglia non faceva che acuire maggiormente la felicità delle visite dei genitori, ad esempio in occasione di particolari premiazioni scolastiche o celebrazioni. Il poeta ricorda: «quella visita era per noi il momento della gioia più pura e più calda, ed è ora la più dolce memoria che ci resti». Caterina e Ruggero Pascoli avevano applaudito il figlio Giovanni quando, ad esempio, aveva recitato in occasione del Carnevale, interpretando “Guglielmino” con tanta passione ed affetto che «gli ascoltatori vollero il bis d’una preghiera, ch’egli faceva in ginocchio, con le lacrime agli occhi, per la felicità dei suoi genitori». La madre, quando non riusciva a recarsi ad Urbino di persona, metteva qualche foglia di cedrina, la sua pianta preferita, in un piccolo mazzo di fiori per i suoi figli insieme a qualche pensiero e consegnava il tutto al fedele amico di famiglia Vanènna, Giovanni Tognacci, il quale spesso andava a pagare la retta del collegio per conto dell’amico Ruggero.

Ripensando alle lunghe e malinconiche giornate trascorse in collegio, lontano da casa, il poeta scriveva:

«Nella mia bella e mesta Urbino; in un camerone pieno di tavoli allineati alle pareti. Non c’è nessuno oltre me. Sono malato, le ore suonano con una voce che non mi è potuta ancora divenir familiare, da quella notte in cui ne sentii tra il silenzio d’un dormitorio, i rintocchi stranieri; da quella notte in cui, all’improvviso, mi strinse il cuore, dicendomi “Non sei più là! non sono qui loro!” Ma quella notte, in qualche luogo di questo mondo c’erano tuttavia loro; in casa erano, donde pensavano a me

Ad un certo punto il fratello maggiore Giacomo, colui che dopo la morte dei genitori aveva preso in mano le redini della famiglia, non riusciva più a sostenere le spese per i fratelli minori in collegio. Scriveva al cugino Clemente di S. Alberto, pregandolo per ricevere un prestito:

«Ieri mi giungeva da Urbino lettera dal Comune nella quale mi si avvertiva che il collegio, stante le gravi spese, non poteva rimanere in arretrato dei versamenti di dozzena: che pagassimo subito o avrebbero subito fatto gli atti. Per me è stato quasi un fulmine perchè non me l'aspettavo. Io mi riposo in voi, chè diversamente sarei più che rovinato

Costretto a far rientrare a casa i ragazzi, Giacomo decise così di trasferire la famiglia a Rimini, in modo che qui potessero proseguire gli studi: Giovanni in seconda al Liceo Gambalunga, Raffaele in terza tecnica, Giuseppe in quinta elementare e le sorelle Ida e Maria alle Celibate. La casa di San Mauro venne invece data in affitto ad una maestra del paese, colei che poi diverrà moglie di Giacomo, Maria Cicognani.

Nella casa riminese, posta in uno stabile in via San Simone, c'era con loro anche la fedele domestica Bibbiana e il cagnolino Jolì. Nonostante i gravissimi lutti che nel giro di pochi anni avevano colpito i fratelli Pascoli, Giovanni riusciva sempre e comunque a rallegrare l'atmosfera, con i suoi scherzi, con le sue battute, addestrando il cagnolino a “fare la calza” sulle due zampe, tra le risate di tutti.

Tra i professori al Liceo riminese due furono i riferimenti per il poeta romagnolo: Luigi e Carlo Tonini. Proprio quest’ultimo, insegnante di Lettere greche e latine, fece all’alunno una domanda su «quale fosse la sua dottrina di carattere filosofico e religioso» a cui Pascoli rispose: «Io, signor professore, la penso come Giacomo Leopardi» e ricorda come spesso egli meditasse sopra i rimedi contro le ingiustizie sociali. Nasce molto probabilmente già in questo periodo, un primo orientamento ideale e politico che sfocerà successivamente in una vera e propria attività in prima persona nelle fila dell’Internazionale.

Come osserva Capecchi, «nei giorni del suo soggiorno riminese si faceva un gran parlare, in Romagna, di anarchia, di internazionalismo, di comunismo, e il giovane Pascoli non restava immune da questi dibattiti che giungevano alle sue attente orecchie».

Basti pensare che in classe con Giovanni, al liceo, c'era Caio Renzetti, accomunato al riminese Domenico Francolini dall'adesione allo stesso impegno sociale, l'Internazionale socialista. Proprio con loro Pascoli compirà il suo apprendistato politico: nell'estate del 1872 si era infatti svolto proprio a Rimini il primo congresso dell'Internazionale, in cui il movimento anarchico si era ufficialmente costituito. Come riporta Nozzoli, il giovane poeta in quei tempi frequentava «certi giovanotti che portavano spavaldamente la cappellina nera calata di sghimbescio sull’occhio e avevano, tra la ‘gente per bene’, la fama dei ribaldi e dei tagliacantoni perché disertavano le chiese e parlavano ad alta voce di giustizia sociale e di progresso».

Alla luce di tutto questo, si spiegherebbe il motivo per cui, nell'anno successivo, in quell'oscuro e misterioso anno 1873, giungeva improvvisa la decisione di Giacomo di fare proseguire a Giovanni gli studi a Firenze. Maria a tale proposito ricorda il pianto, la disperazione profonda di Giovanni di fronte a questa notizia, lui che a Rimini aveva stretto amicizie, che si trovava bene in quella città. Di fronte alla determinazione di Giacomo, Giovanni aveva però dovuto rassegnarsi a quel trasferimento. Appare evidente la preoccupazione del fratello maggiore rispetto ai nuovi interessi di Giovanni che sempre più si stava avvicinando alla politica e al movimento anarchico socialista. Ideali politici che trapelavano anche dagli scritti pascoliani di quel periodo, come nella canzone scritta per le nozze di Anna Maria, figlia del principe Torlonia, in cui le parole di Pascoli erano inequivocabili:
«mentre gli uomini insieme urtansi in guerra/siccome li balestra oscuro fato,/e di seggi e corone/per fredda ambizione/si succia ognor al povero le vene/sotto l’onesto vel di comun bene»

Si comprende bene il motivo per cui dagli sposi non giunse nemmeno un ringraziamento per il giovane autore. (3-continua)

Rosita Boschetti

Aggiungi commento

Regole per aggiungere nuovi commenti:
* i commenti degli utenti registrati (che hanno fatto il login) vengono visualizzati immediatamente;
* i commenti degli utenti non registrati vengono pubblicati dopo essere stati valutati dalla Redazione (la registrazione è gratuita);


Codice di sicurezza
Aggiorna