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di Filippo Fabbri

Sammaurese 2018 a Casa PascoliSe è vero che “piccolo è bello” per qualità della vita, ancor di più lo è nel calcio made in Romagna in serie D. Qui in sordina, senza tanti proclami, due squadre stanno mandando in tilt pronostici che parevano scontati, quanto il 10 in pagella a Monica Bellucci in estetica. Sammaurese e Savignanese non solo hanno scritto la storia per trovarsi nei sedicesimi di Coppa Italia, ma rasentano l’epopea per il modo come ci sono arrivate, stendendo nobili del calcio del tempo che fu: Cesena e Reggiana.

Uno si chiederà quali magiche pozioni abbiano messo nel calderone? Semplice la risposta: un gioco pratico fatto di difesa granitica per i gialloblu (tre gare, zero reti al passivo), più offensivo e di qualità in casa giallorossa (il gol di Errico all’Audace Reggio è da cineteca). Detto in metafora: una non fa oltrepassare il Rubicone a nessuno, l’altra punta sulla poesia dei piedi del suo poeta Pascoli.

A questo punto sarebbe facile lasciarsi andare all’euforia per risultati inaspettati. E qui invece arriva la seconda parte della storia: l’umiltà. Domenica scorsa Alessandro Mastronicola dopo l’exploit davanti a 2mila tifosi avversari, con tranquillità ha detto che il “campionato sarà un’altra cosa”. Insomma, non montiamoci la testa. Stesso refrain sull’altra sponda da Oscar Farneti, rimasto con i piedi per terra persino dopo il capolavoro contro il Cesena, in un concetto ribadito nella vittoria col Mezzolara.

Viene in mente una vicenda di otto anni, che fece parlare l’Italia. Il Cesena batte il Milan 2-0, Berlusconi parla di complotto di un “arbitro di sinistra”. Gli rispose il sindaco di Cesena Paolo Lucchi: “Una squadra orgogliosamente operaia batte sempre una squadra di fighetti”. Ora, Lucchi non sarà il Verbo nel calcio, quella frase però è bene tenerla a mente in serie D, categoria dove gli operai vanno più di moda di primedonne e passerelle. Qualcuno a Cesena prenda appunti. (pubblicato sul Corriere Romagna, 11 settembre 2018)