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di Filippo Fabbri

Sammaurese striscioniEsattamente due mesi dopo si incontrano di nuovo. E questa volta si fa sul serio. La Sammaurese domenica 30 settembre farà visita al Cesena. Si giocherà allo stadio Morgagni di Forlì (ore 15), inutile dire che non sarà una partita come le altre.

Un po’ per il blasone del Cesena, assurdamente finito negli inferi della serie D. Un po’ perché a San Mauro buona parte dei cuori si sono sempre colorati di bianconero. Qua c’è un club tra i più dinamici del territorio, presieduto dal buon Stefano Scardavi (per la cronaca cresciuto nelle giovanili della Sammaurese). Qua c’è un gruppo di irriducibili della trasferta che ha macinato chilometri da fare arricchire il mitico Sburgin se ancora fosse davanti alle pompe (per chi non lo conoscesse, è stato lo storico benzinaio del paese).

Aggiungiamo un esercito di ex, ed ecco che il gioco è fatto. Sono addirittura otto i giocatori attuali della Sammaurese che hanno vestito il cavalluccio: il più noto è Thomas Bonandi, arrivato fino alla Primavera, fermato solo da un infortunio alla caviglia. Poi il portiere Baldassarri, Soumahin, Maggioli, Merciari, Scarponi, Filippucci, Louati.

E se andiamo ancora più indietro gli incroci tra le due società vedono parecchi illustri. Da Gino Stacchini che chiuse la carriera in bianconero, al tecnico Walter Nicoletti che allenò Sammaurese e Cesena. Ma la menzione speciale spetta al sammaurese Bruno Pollini: il 6 ottobre del 1957 con la maglia del Cesena segna il primo gol allo stadio della Fiorita. Grande centrocampista di classe, Pollini è stato il primo acquisto del mitico presidente Manuzzi.