Logo new 02

di Filippo Fabbri

scarpa lavorazioneIn tempi nei quali ognuno tende a fare per sé, è come un balsamo rigenerante la firma del “Patto per la valorizzazione del distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli”. Prima di tutto per qualità e quantità dei soggetti coinvolti, ben 11. E tra questi non sempre gli interessi collimano. Per esempio: quelli dei tre sindacati (Filctem CGIL Cesena, Femca CISL Romagna, Uiltec UIL Cesena) non sempre vanno d’amore con quelli delle associazioni di categoria (Confindustria Forlì-Cesena, CNA Forlì-Cesena, Confartigianato Federimprese Cesena). Ci sta, è normale, rientra in un classico gioco della parti.

Lo stesso possiamo dire degli enti pubblici coinvolti (Regione Emilia Romagna, i Comuni di San Mauro Pascoli, Gatteo e Savignano). Se guardassimo all’aspetto politico si potrebbe vedere la differenza di colore tra San Mauro e Savignano con Gatteo, resa evidente nella recente lettera per la sicurezza inviata al Ministro dell’Interno. E invece la politica è stata capace di andare “oltre”, in un comune interesse di territorio.

Ed è proprio questo l’elemento dirompente del Patto, sottoscritto al Cercal. Il riconoscere, se si vuole restare al passo con i tempi, che ci sono dei punti in comune che possono far crescere il territorio. In secondo luogo che il distretto ha un fulcro sul quale fare leva: il Cercal. “Abbandonato” dagli enti pubblici per via di una legge nazionale con tanti punti interrogativi, quegli stessi enti rientrano in gioco attraverso il Patto, in un percorso concordato con la Regione Emilia Romagna. Questo anche per ovviare a un grande paradosso che da sempre affligge il territorio di San Mauro: di fatto è un distretto industriale a tutti gli effetti, formalmente però non lo è. Banca Intesa nel suo Monitor ritiene che lo sia, un Osservatorio vero e proprio sul territorio non c’è. Quello stesso Osservatorio, guarda caso, tra i punti del Patto, insieme a un Tavolo di coordinamento. Dunque, c’è l’idea di uno strumento che tenga monitorate le dinamiche, i fabbisogni, l’andamento del settore e dell’occupazione, attraverso analisi periodiche sulle imprese e sulle professionalità maggiormente richieste.

E ancora, tra le azioni previste troviamo il sostegno alla qualità (lavoro, produzione, competenze), un progetto di “Archivi aziendali” attraverso un centro di documentazione, itinerari turistici e altro. Dire che siamo a una svolta è presto. Le premesse però ci sono tutte.

Aggiungi commento

Regole per aggiungere nuovi commenti:
* i commenti degli utenti registrati (che hanno fatto il login) vengono visualizzati immediatamente;
* i commenti degli utenti non registrati vengono pubblicati dopo essere stati valutati dalla Redazione (la registrazione è gratuita);


Codice di sicurezza
Aggiorna