• Ultimo Aggiornamento: Giovedì 29 Ottobre 2020 - 18:12:26
Sanmauropascolinews.it

Sanmauropascolinews.it

Parzialmente nuvoloso

16.67°C

Parzialmente nuvoloso
Umidità: 80%
Vento: ENE a 3.73 K/H
Sabato
Parzialmente nuvoloso
7.78°C / 16.11°C
Domenica
Parzialmente nuvoloso
8.33°C / 16.11°C
Lunedì
Molto nuvoloso
8.89°C / 17.22°C
ANNO  SCOLASTICO 1971 \ 72  - CLASSE 1^ D
ANNO  SCOLASTICO 1971 \ 72  - CLASSE 1^ D

   Entriamo da una larga porta a vetri attraverso la quale si riesce a scorgere una saletta discretamente arredata. All’interno non c’è nessuno, chiamiamo più volte:

- C’è nessuno? C’è nessuno?

Niente, silenzio! Il richiamo diventa quasi un urlo e finalmente si sente una voce annoiata rispondere:- Ma che diavolo cercate a quest’ora?

- Vorremmo mangiare qualcosa e delle camere per la notte!

   Riusciamo appena a scorgere un ometto di mezza età sprofondato in una poltrona che ci getta un'occhiata distratta.

- E a me che me ne frega? Arrangiatevi un po’, per quel che me ne viene a me!

- Scusi ma lei non è il responsabile dell’albergo?

- Son fatti miei e a voi che ve ne frega? Fate un po’ come vi pare, a me proprio…!!!

E dopo essersi lisciato il mento col dorso della mano destra col tipico gesto di chi se ne frega altamente, si alza stiracchiandosi, quindi si allontana sbadigliando e mormorando qualcosa tra i denti.

Proprio una bella accoglienza, siamo tutti piuttosto sgomenti di fronte a questo modo di fare, ma, vista l’ora, decidiamo lo stesso di entrare e ci inoltriamo nel corridoio con la speranza di incontrare qualcuno più responsabile. Scorgiamo un ragazzetto in giacchetta grigia che si sta muovendo avanti e indietro in fondo al corridoio quasi indeciso sul da farsi, allunghiamo il passo per raggiungerlo e a lui ci rivolgiamo.

- Ehi senta, vorremmo delle camere per la notte, è poss…

Non ci lascia neanche terminare la frase che:

- Lo dite a me? E che me ne frega?

- Ma veramente, noi vorremmo solo sapere se fosse poss…

- Io me ne fregooo…, capito? Arrangiatevi, fate quel che diavolo vi pare, per me...Figuratevi non so neanche se voglio andare avanti o indietro!

E nel dubbio infila una porta laterale e se ne va senza aggiungere parola.

Bèh, a questo punto è meglio che facciamo da soli, visto che le camere sono tutte lungo questo corridoio, le bambine due a due sul lato sinistro e i maschi sempre due a due sul lato destro.

Sistemata la questione letti, il maestro ci avverte che ora resteremo un po’ nelle nostre camere perché i letti sono ancora da rifare, poi sistemati i bagagli ci ritroveremo tra un’ora giù nel salone centrale per la cena, a dopo dunque.

Alle 20,30 ci ritroviamo per andare a tavola, molti si sono cambiati d’abito e si sono messi eleganti, ma grande è la delusione quando notiamo che nel salone nulla è predisposto per cenare, i tavoli sono spogli e senza neanche le tovaglie, le sedie sono ammucchiate alla rinfusa, qualcuna è stesa a terra, ci sorge un dubbio, riusciremo a mangiare qualcosa?

Passa un cameriere con aria stanca e lo fermiamo al volo:

- Senta, vorremmo mangiare un boccone!

- E allora? A me che me ne frega!

- Come? Ma questo è un albergo o no?

- Sì, …cioè, no…boh… forse, oh insomma: ma chissene…!

- Ma noi abbiamo fame, è da mezzogiorno che non tocchiamo cibo, abbia pietà!

- E a me lo venite a dire? Io me ne frego, me ne fregooo..., arrangiatevi se avete fame!

Visto che la cucina è lì accanto decidiamo di arrangiarci e ci dividiamo in gruppi: alcuni ai fornelli a preparare una bella spaghettata, altri apparecchiano la tavola, altri ancora sistemano le sedie e quando tutto è pronto c'è anche chi fa servizio al tavolo.

Proprio buoni gli spaghetti, ma anche se fossero cattivi non cambierebbe niente, la fame è tanta che vengono addirittura divorati.

Oh, la fame è saziata! Decidiamo allora come disporre della serata, qualcuno azzarda la discoteca, ma i più sono stanchi e così per alzata di mano si sceglie la via del letto. Il maestro ci avvisa che domattina alle sette e mezza passerà lui a darci la sveglia perché c’è tanta strada da percorrere, quindi buona notte e buon riposo.

Prima di chiudersi in camera il maestro incrocia un cameriere, o almeno pare un cameriere, e riesce a dirgli:

- Mi faccia il piacere, domattina mi dia la sveglia alle sette, io sono molto stanco e non so se riuscirò a svegliarmi da solo!

- Ah per me!

E’ tutto ciò che risponde il ragazzo, vorrà dire sì o no?

La notte trascorre calma e silenziosa, si dorme profondamente e la prima a svegliarsi è Carlotta che dopo essersi stropicciata gli occhi dà un’occhiata all’orologio appoggiato sul comodino:

- Ma sono le dieci! Urla a squarciagola e si precipita di corsa nel corridoio.

- Sono le dieci, sono le dieci, sveglia, sveglia…!!!

Tutti in pigiama facciamo capolino nel corridoio dove fa la comparsa pure il maestro con un’aria da temporale che non promette nulla di buono.

- Presto – ci dice - vestitevi in fretta che io devo trovare un signore per cantargliene quattro!

Qualche minuto dopo riesce a scovarlo e gli grida sul muso:

- Le avevo detto di svegliarmi alle sette, mi spiega perché non l’ha fatto?

- Perchééé?? Ma perché io me ne frego, cosa vuole che me ne freghi della sua sveglia, son fatti suoi se dorme, io che c’entro?

E senza aggiungere altro si allontana con passo ciondolante lasciando il maestro solo a sbollire la sua rabbia.

Ci rivestiamo in fretta, andiamo in cucina, ci riscaldiamo un po’ di latte, chissà come troviamo del pane fresco col quale ci facciamo un panino affettando un prosciutto pendente dal soffitto e siamo pronti per lasciare l’albergo.

Nella saletta d’ingresso c’è lo stesso signore che ci ha accolto, si fa per dire, la sera prima, non vorremmo dirgli niente, ma ci sfugge un:

     - Non si fa così però! Non è questo il modo di trattare la gente!

E lui, allungando la gambe sul tavolo, ci risponde serio:

Ma cosa pensavate di trovare all’albergo del menefreghismo? Qui siamo tutti dei grandi menefreghisti e ce ne freghiamo di tutto e anche di voi, ognuno per sé!

Mentre ci allontaniamo ognuno pensa in cuor suo che il menefreghismo è una gran brutta malattia che ti prende alla testa e ti toglie ogni volontà, brrr…. per fortuna che noi non lo siamo!

   Avevamo accennato ai castelli e borghi delle Marche, raccontiamo l'incredibile storia di due cittadine, vicine tra loro e per questo piuttosto ostili l'un l'altra, noi ci siamo fermati al centro di una di queste e, nel bel mezzo della piazza del centro, abbiamo notato un curioso monumento in bronzo che rappresentava un uomo, una donna e un bambino che si tenevano per mano e avevano la bocca spalancata, ma la cosa che più ci colpiva è che tutti e tre erano enormemente grassi, obesi, come se fossero stati gonfiati, e sotto una insolita dedica:

     A COLORO CHE PER LA PATRIA SACRIFICARONO LA LINEA E LA GRAZIA.

(Continua)

Aggiungi commento

Regole per aggiungere nuovi commenti:
* i commenti degli utenti registrati (che hanno fatto il login) vengono visualizzati immediatamente;
* i commenti degli utenti non registrati vengono pubblicati dopo essere stati valutati dalla Redazione (la registrazione è gratuita);