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Illustrazioni di Filippo Maroni

IL BOMBARDAMENTO PASQUALE

IL  BOMBARDAMENTO  PASQUALE
IL BOMBARDAMENTO PASQUALE

   Anche se era stagione di guerra, la Pasqua arrivò come sempre, ma non c’era tempo per gioire a PALATOFINE e GOLAFORTE, gli scontri ripetuti e sempre più pesanti avevano ormai portato la gente sull’orlo della disperazione, ma ancora non osavano dire basta, volevano la vittoria  a qualsiasi costo, l’odio verso i nemici traboccava da ogni poro.

E così la guerra proseguiva con armi sempre più pesanti e sofisticate in grado di mettere a dura prova l’avversario.

Famoso fu il bombardamento che GOLAFORTE sopportò la vigilia di Pasqua del quarto anno di guerra.

PALATOFINE sin dalle prime luci dell’alba fece tuonare i propri cannoni acquistati di contrabbando da loschi trafficanti d'armi e puntati su GOLAFORTE su cui sparavano uova di cioccolata di grosso calibro.

In un primo tempo sembrò che la città fosse persa, quando infatti i golafortesi si accorsero che le sorprese delle uova gigantesche erano ridicoli ciondolini di plastica, per giunta tutti uguali, ebbero un lungo attimo di smarrimento dovuto alla delusione e quasi si lasciarono sommergere dalla cioccolata al latte e fondente senza aver più voglia e desiderio di inghiottirla.

Era proprio quello che a PALATOFINE auspicava, il Gen. LIEVITO BERTOLINI che chiamava questa: GUERRA PSICOLOGICA.

Non si sa come, ma i golafortesi riuscirono a trovare la forza per uscire dal loro avvilimento appena in tempo e, di buona lena, si diedero a divorare le uova di cioccolato al latte e fondente senza più curarsi della banale sorpresina.

Il bombardamento durò tutto il giorno ma le pance dei golafortesi ressero lo scontro per cui anche questa volta la battaglia terminò in un nulla di fatto, come sempre era stato e come sempre sarà in questa crudele e stupida guerra.

I CARRARMATI “FERRUGINA”

I carrarmati di cioccolato al latte
I carrarmati di cioccolato al latte

   Al punto in cui era giunta la guerra, pur di vincerla e di farla finita, non si badavano più a spese, né a quel che si faceva, oramai avevano tutti quanti perso la ragione.

Fu così che GOLAFORTE firmò un disastroso contratto con la Ditta “FERRUGINA”, che in pratica svuotava completamente le casse della città, peraltro già ridotte all’osso, pur avere in dotazione i famosi e possenti CARRARMATI di cioccolato al latte di produzione dell'industria dolciaria che da poco si era affacciata sul mercato.

Grazie a questa sciagurata fornitura e a questa duratura guerra, la “FERRUGINA” diverrà un polo industriale più forte sia di GOLAFORTE che di PALATOFINE messe insieme, ma questo ora non importava, quel che unicamente premeva, era la vittoria finale.

Lo scontro che ne seguì fu di quelli che non si dimenticheranno facilmente e per anni e anni i libri di storia parleranno della disperata ed eroica difesa del palatofinesi che a bocca spalancata e con incredibile voracità si avventarono sui CARRARMATI divorandone i cingoli, i cannoncini, la torretta di comando e tutta quanta la carrozzeria, compresi i tubi di scappamento.

L’impiego di denaro era stato eccezionale, ma i risultati ottenuti praticamente nulli, fu allora che per la prima volta si disse che la montagna aveva partorito il topolino; le conseguenze però di questo gesto inconsulto si faranno pesantemente avvertire in un futuro prossimo a venire.

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