• Ultimo Aggiornamento: Mercoledì 02 Dicembre 2020 - 21:51:08
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Illustrazioni di Filippo Maroni

PANNA E CREMA DAL CIELO

PANNA E CREMA DAL CIELO
PANNA E CREMA DAL CIELO

   Non bastava l’irresponsabile azione di GOLAFORTE che anche PALATOFINE decise di rovinarsi completamente, a questo punto si può affermare, con assoluta certezza, che tutti erano impazziti, il germe dell'odio si era tanto radicato nelle menti di quella gente in guerra, che non si vedeva altro che la distruzione del nemico, gli avversari dovevano scoppiare, questa era la volontà generale.

  E fu con questo scopo che la cittadina si accordò con la “RIMOTTA”, una ditta di Milano da poco sul mercato dei dolciumi, per la fornitura di alcune gigantesche colombe pasquali ricoperte da una glassa di mandorle e dotate di un complicato meccanismo che le consentiva di volare per il tempo necessario a seppellire la città nemica sotto una cascata di panna e crema.

 Grossi camion con rimorchio scaricarono nella piazza di PALATOFINE enormi scatoloni colmi di confezioni che poi furono spedite in volo su GOLAFORTE per un massiccio bombardamento a base di bignè dolci, bomboloni alla crema e cannoli alla panna e alla siciliana.

  Il risultato non fu certamente, anche in questo caso, pari allo sforzo profuso, i golafortesi attesero, infatti, il bombardamento a bocca ferma e non un solo bignè, bombolone o cannolo riuscì a toccare terra, furono inghiottiti al volo senza che potessero arrecare alcun danno alla città e ancora una volta nessuno era scoppiato, da entrambe le parti però cresceva il doloroso sospetto di essersi inoltrati in un tunnel senza ritorno e l'angoscia iniziò ad allargarsi a macchia d'olio.

BASTA, NON SE NE PUÒ PIÙ!

Finalmente la pace
Finalmente la pace

 Dopo cinque lunghi anni di dolcissima guerra, la situazione nelle due città si presentava tragica. Per forza di cose i Sindaci di GOLAFORTE e PALATOFINE avevano proibito ogni forma di dieta dimagrante, anzi più uno era grasso e più veniva stimato e onorato, gli eroi di questa guerra, infatti, erano tutti individui che superavano, e di molto, il quintale di peso.

  A forza però di inghiottire i dolci del nemico, chi più e chi meno, i cittadini delle due città erano diventati decisamente obesi. Si muovevano lentamente e con fatica in pantaloni e gonne che non arrivavano più a chiudersi, stretti in giacche e camicie i cui bottoni erano saltati da un pezzo e senza più neanche arrivare a legarsi i lacci delle scarpe o infilarsi i calzini. I denti si presentavano orribilmente cariati, soprattutto nei bambini, che anche loro avevano partecipato alla guerra senza risparmio, anzi si erano rivelati preziosissimi

  La nausea e il disgusto erano tali che sovente si vedeva qualcuno dare di stomaco anche in pubblico, violente coliche intestinali prendevano la gente nei momenti più impensati costringendoli ad affannose corse verso i gabinetti in preda a diarree fulminanti, passavano molto del loro tempo seduti sui water, se ci arrivavano poi, sennò capitava spesso che se la facevano addosso.

  L’economia era irrimediabilmente rovinata, la loro prolungata assenza dal mercato aveva permesso alle Ditte concorrenti di spadroneggiare, soprattutto la RIMOTTA e la FERRUGINA, che da questa guerra ne avevano tratto enormi vantaggi e, finalmente, quando ci si accorse che non era rimasta neanche più una caramella da tirare in faccia al nemico, le due sciagurate città si decisero a fare la pace. 

 A metà strada, teatro di tante battaglie, i due Sindaci riuscirono a malapena a stringersi la mano, in preda com’erano uno a violenti conati di vomito e l’altro nel bel mezzo di una colica intestinale da torcersi le budella e che non vedeva l’ora che l’incontro fosse finito per correre al bagno. Le cronache del tempo non dicono se abbia fatto in tempo ad arrivarci.

  Quando la calma ritornò e ci fu tempo per meditare, l’orrore di ciò che avevano fatto apparve a tutti chiaramente evidente e amare e tardive lacrime versarono allora sulla loro follia e sulla loro rovina.

F I N E

  Il viaggio prosegue, attraversiamo l'Abruzzo e rimaniamo estasiati dall'imponenza del Gran Sasso tutto ricoperto di candida neve, altrettanto suggestive sono le cime della Maiella, il massiccio montuoso che fa da naturale cornice alla bella Sulmona, la città dei prelibati confetti e le limpide acque del lago di Scanno, cittadina affascinante nella sua antica struttura che pare abbia fermato il tempo. 

  Attraversiamo in fretta il Molise ammirando dai finestrini numerosi greggi di pecore con gli agnellini appena nati, una tenerezza. Ed è subito sera, occhi aperti e se si vede l'indicazione di un albergo prendiamola al volo.   

 Non c'è voluto molto, alla prima svolta sotto l'indicazione Napoli, una freccia indica: ALBERGO DELLE RISATE, uhm, il maestro è perplesso. 

  - Dai maestro, dai maestro, non vorrai mica che ce lo perdiamo!

 È deciso, ci andiamo.

 (Continua)

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