• Ultimo Aggiornamento: Mercoledì 02 Dicembre 2020 - 21:51:08
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Illustrazioni di Filippo Maroni

INTERVALLO

   Era una mattina come un’altra quando gli alunni della quinta E, al termine dell'intervallo a metà delle lezioni, si disposero sulle loro sedie in duplice fila a ricreare l’assetto della “Corriera della Fantasia” per compiere un’altra tappa dell’immaginario viaggio lungo la penisola italiana.

 Quella mattina però, vuoi per il cielo nebbioso, vuoi per una stanchezza personale, Francesco non era molto attento all’iniziativa, anzi si sentiva preso da una crescente noia e si mise a cercare qualcosa con cui potersi distrarre.

 Visto che proprio accanto a sé pendeva la cartina geografica dell’Italia, iniziò a passarle la mano sopra per toccare i mari, i fiumi, i monti, le pianure e quant’altro evidenziato, all’inizio quasi interessato a leggerne mentalmente i nomi, poi sempre più distrattamente fino a che, con mossa maldestra e quasi inavvertitamente, procurò un largo squarcio nel tessuto della vecchia e malandata cartina proprio nel bel mezzo del mar Ionio.

  Considerato, comunque, che nessuno se n’era accorto, si girò sulla sedia come se nulla fosse accaduto e, sicuramente, senza minimamente sospettare di ciò che di lì a poco sarebbe accaduto  in conseguenza di quel suo gesto che apparentemente sembrava una cosa da nulla, se non si fosse però scatenata la solita, irrefrenabile fantasia del gruppo scolastico, tanto che ben presto si prese a fantasticare e a far correre l'immaginazione.

Uno squarcio nella carta geografica dellItalia

UNA  APPARENTE  COSA  DA  NULLA

  E dunque, l’acqua salata del mar Ionio incominciò a precipitare nello squarcio come risucchiata  dal basso, prima lentamente, poi man mano che la voragine si allargava, sempre più vorticosamente, tanto che in un men che non si dica, il livello delle acque si abbassò sensibilmente ed apparvero i primi effetti della terribile sciagura che stava per abbattersi sul genere umano.

   Sulle spiagge della Calabria e della Puglia si assisteva allo strano fenomeno del mare che progressivamente si ritirava e lasciava dietro di sé una spiaggia smisurata. Ma, se in un primo momento erano tutti soddisfatti di poter disporre di tanto spazio per piantare gli ombrelloni, non tardò molto a subentrare alla gioia un profondo sgomento quando ci si rese conto che al posto del mare si stendeva un deserto che si perdeva alla vista dell’occhio, sul fondale vi era una quantità impressionante di pesce morto che marciva sotto un sole caldo. L’acqua non c’era più, era sparita, inghiottita!

   Lontano, lontano, dove il mare era più profondo, alcuni pescherecci che da alcune ore avevano gettato le reti in acqua, si trovarono inspiegabilmente arenati sulla sabbia del fondo marino e il pesce, che spesso riusciva ad evitare le loro reti, era lì, a portata di mano, bastava chinarsi per raccoglierlo e si sarebbe potuto colmare le stive, ma stranamente nessuno lo fece, lo sgomento e il terrore era dipinto sui quei volti bruciati dal sole e dal vento, abituati a tutto ma impotenti di fronte a questo avvenimento e fissavano quello che una volta era il mare senza emettere una sola parola.

   Non ci volle molto che, per la nota teoria dei vasi comunicanti, anche gli altri mari italiani seguirono la stessa sorte dello Ionio e in un attimo la paura e la disperazione dilagarono fra gli abitanti della costa, ma si era solo agli inizi, gli effetti più tragici dovevano ancora manifestarsi.

  Anche i livelli dei fiumi, dei laghi, dei torrenti e di tutti i corsi d’acqua che in qualche modo scaricavano nel mare la loro portata, subirono le stesse conseguenze e nel giro di poco mostrarono i loro letti completamente in secca.

  Uno dei più tragici effetti fu che si produsse in tutta Italia un enorme black-out perché l’energia elettrica prodotta dalla corrente delle acque era venuta a meno e ovunque si diffuse il caos più completo.

   (Continua)

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