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Classe 1^ - Anno scolastico 1989-90
Classe 1^ - Anno scolastico 1989-90

Seguiamo le indicazioni e poco dopo siamo di fronte ad una bella e moderna costruzione posta in mare a circa 200 metri dalla spiaggia e collegata alla terraferma da un elegante pontile di legno. Ci incamminiamo lungo le cigolanti traversine incrostate di salsedine fino a raggiungere l’ingresso dell’albergo. Sbrigate le solite pratiche relative all'accettazione, ci vengono assegnate le camere che si affacciano tutte a destra e a sinistra di un unico corridoio.

 Rivolte verso l’Adriatico ci sono le camere delle bambine e dalla parte dello Ionio, quelle dei maschi, non per niente si chiama ALBERGO DEI DUE MARI.

  Naturalmente è questione di attimi che si sente Morvan affermare spavaldamente all’indirizzo delle bambine:

  • Il nostro mare è più bello!
  • Poverino – rincalza immediatamente Brigida – non c’è da mettere!
  • Eh sì – insiste Mirco – vieni a vedere che roba il nostro!

 Non c’è bisogno di ripeterlo che in un battito di ciglia siamo tutti affacciati alle finestre rivolte verso l’Adriatico. Il mare è veramente bello, calmissimo e azzurrissimo.

  Poi via di corsa verso le finestre sullo Ionio per fare il confronto. Anche questo mare non scherza, sembra quasi più calmo e azzurro dell’Adriatico, se possibile, neanche la più piccola increspatura muove la superficie.

  Siamo incerti nel giudicare e per meglio chiarirci le idee riandiamo all’Adriatico che ci stupisce mostrandoci un’infinità di sfumature di cento e cento colori, la tavolozza di un pittore non potrebbe essere più colorata.

 Restiamo a lungo ad ammirare quello spettacolo e a malincuore ce ne stacchiamo per ritornare dallo Ionio, può darsi che anche lui sia mutato. Ed infatti pare che anche quel mare voglia stupirci, ora è colmo di riflessi argentei che si rincorrono e si incrociano in una girandola di bagliori.

 Corriamo ininterrottamente da un mare all’altro e sempre li troviamo cambiati e sempre più spettacolari, abbiamo capito, i due mari si sono messi in competizione fra di loro e vogliono stupirci con effetti speciali ed incredibili per ricevere il riconoscimento di mare più bello, non c’è alcun dubbio, si sono lasciati coinvolgere dalla solita disputa tra maschi e femmine.

 Ora l’Adriatico esibisce tutto quanto il suo famoso pesce azzurro, che agitandosi contemporaneamente forma un’infinita distesa di guizzanti movimenti sì che il mare pare vivo.

  Lo Ionio risponde con  almeno un migliaio di delfini che compiono tutta una serie di salti e capriole che ci riempiono di entusiasmo e meraviglia.

 È la volta dell’Adriatico ad esibirsi ora e per l’occasione chiama a raccolta tutti gli UFO del mare di Pescara, che tanti avevano messo in dubbio la loro presenza, e ci offrono p un sensazionale spettacolo di luci laser.

   - Allora erano veri, non era una fantasia di chi affermava di averli osservati di notte

        al largo  di Pescara!  Fa notare qualcuno senza ottenere conferma.

  Lo Ionio però non vuole essere da meno e fa esibire in una danza travolgente una ventina di favolose sirene e la cosa ci lascia di stucco anche perché eravamo convinti che le sirene appartenessero al mondo delle fiabe e, invece, eccole lì: nude e bellissime.

  Per lungo tempo, anche se a noi sembrano pochi attimi, assistiamo alternativamente a spettacoli inenarrabili che nessun occhio umano ha mai avuto la possibilità di ammirare e che neanche si riuscirebbe ad immaginare. Siamo letteralmente affascinati, incapaci di dir altro che una lunga serie di: ooooohhh….!!!

  Ci auguriamo tutti che lo spettacolo non abbia mai termine perché ogni numero che arriva dopo è più bello del precedente, chissà cosa ancora ci riserberanno i due mari?

  Ma ad un tratto l’incantesimo si rompe, con un muggito di bestia ferita lo Ionio scaglia un’onda gigantesca contro l’Adriatico, quasi a volerlo schiaffeggiare e figuriamoci se questo  porge l’altra guancia, infatti con la stessa violenza ben due gliene scaglia come risposta.

 Pochi secondi e scoppia il finimondo, da una parte e dall’altra si mettono in movimento gigantesche masse d’acqua che vengono poi indirizzate verso il mare rivale e vicino. È una mareggiata di proporzioni inaudite, le onde avverse si affrontano con una rabbia e un odio reciproco che sicuramente i due mari covavano da chissà quanti millenni ed ora si erano scatenati come in una resa dei conti e senza valutare le conseguenze.

  Il primo a subirne gli effetti è ovviamente il nostro albergo che si trova appunto nel mezzo e terrificanti onde lo colpiscono su entrambi i lati. Dalle finestre cola acqua salata nelle camere e il frastuono dei due mari in burrasca è pazzesco, il pontile è sommerso da due metri d’acqua, non abbiamo via di scampo.

  Ce ne stiamo per tutta la notte stretti l’uno all’altro in fondo al corridoio a sentire i sinistri cigolii che provengono dal tetto e dai muri e nel terrore che da un momento all’altro possa tutto crollare su di noi. Ovviamente anche per questa notte non si dorme.

  Solo sul far dell’alba i due mari sembrano aver esaurito l’energia, ma per noi è ora di prepararci per riprendere il viaggio e quando muti ed in fila lasciamo l’albero, si fa incontro il proprietario che si rivolge a noi con aria seccata.

  • Sono millenni che i due mari vivono tranquilli e in pace, solo la vostra fantasia poteva provocare una simile sciagura, andatevene e non tornate mai più!

  Mentre attraversiamo il pontile semidistrutto e ricoperto da ripugnanti alghe verdi ci giriamo giusto in tempo per vedere i camerieri tirare un sospiro di sollievo nel vedere che ci allontaniamo, hanno capito benissimo che è stata la nostra presenza a turbare i due mari e dai gesti delle loro mani, capiamo al volo che dobbiamo filarcela e alla svelta.

 Il nostro viaggio sta per volgere al termine, ma la fantasia non si è esaurita, anzi è allenata più che mai, abbiamo capito che nelle situazioni difficili, nel momenti di noia o di malinconia, un pensiero creativo ci aiuta a vivere. È stato così che durante l'immaginario infinito viaggio di ritorno, quando oramai sembrava non ci fosse più niente di importante da annotare se non le tante auto che ci sorpassavano veloci, l'autista, cioè il maestro Piero, è stato richiamato a gran voce da un coro allarmato:

 -   Maestro, qui dentro fa un caldo infernale, non si resiste!

 -   È purtroppo vero, si è rotto l'impianto dell'aria, sapete com'è questa vecchia corriera

     ha dato tutto ciò che poteva, al prossimo bar mi fermo e vado a comprare gelati per tutti!

 -   Sììì...evvvaiii... per me un cucciolone... io panna e cioccolato in coppa...per me un 

     magnum con lo stecco...

(Pochi attimi dopo)

-   Raga, ho una gran brutta notizia, i gelati e di qualsiasi tipo e gusto sono finiti, il barista

    mi ha detto che non se ne trovano da nessuna parte, sono spariti, cosa sarà successo?

    Tentiamo qualche ipotesi!

LA  LUNGA  MARCIA  DEI  GELATI

(Continua)

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