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Cl 1^ - Anno sc. 1972-73
Cl 1^ - Anno sc. 1972-73

Sollevata la grata quel tanto che bastava per introdurci nel sotterraneo, quando tutti furono all’interno, ci incamminammo verso la parte più buia con estrema cautela per colpa di un pavimento irregolare e colmo di sassi e pietre. Attenti a non inciampare e con le bocche serrate nel timore che anche il respiro potesse segnalare la nostra presenza, avanzavamo coi cuori in tumulto verso l’ignoto.

La debole luce proveniente dalla mezza finestra si andava sempre più affievolendo, finché ancora pochi passi e ci trovammo nel buio più completo e fu in quel momento che si udirono diversi gridolini che tradivano un forte apprensione, eh sì, l'ansia era palpabile d'altra parte non bisogna mai scordare che stavamo affrontando una mitica nostra paura.

Fu allora che si scorse poco più avanti un filo di luce che non riuscivamo a comprendere da dove potesse scaturire, l'unica apertura conosciuta era alle nostre spalle e dunque, la questione si complicava ulteriormente.

E va bene, a questo punto indietro non si torna più, procediamo decisi verso quel punto luce.

In breve lo raggiungemmo, era una porta come tante, poco meno che socchiusa e dalla fessura filtrava la bianca luce, il maestro vi appoggiò una mano e spalancarla ed entrare fu questione di attimi.

Un lungo ooohhh...!!! di stupore e meraviglia ci venne spontaneo ed irrefrenabile, davanti a noi era apparsa la visione più incredibile e fantastica che mai mente umana avesse potuto solo immaginare.

Eravamo persuasi di entrare in un angusto sotterraneo ed invece si apriva dinnanzi a noi un enorme stanzone illuminato a giorno, tutte le pareti intorno erano occupate da strani macchinari colmi di pulsanti, interruttori e spie luminose, sembrava l’interno di un’astronave di un film di fantascienza. E non era tutto, lo stupore raggiunse il colmo quando ci accorgemmo che a manovrare il tutto vi era una ventina di uomini alti non più di un metro, grigi a cominciare dalla punta dei capelli fino al tacco delle scarpe tutte di morbida stoffa.

Grigi erano gli occhi, il naso e la bocca, grigia era la pelle, le unghie e l’abbigliamento. Indossavano grembiulini, ovviamente grigi, lunghi fin sotto le ginocchia e, quando, interrompendo il loro lavoro si accalcarono di fronte a noi con fare curioso, davano netta e chiara l’impressione di formare una densa nuvola grigia che potesse dissolversi da un momento all'altro.

(Continua)

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Beato Green Pass

Pubblicato il 05.01.2022 - Categoria: Vignette

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