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LA RAGNETTA RITROVATA
Cl. 5^ - Anno sc. 1984-85. Ai giardini “Margherita” di Bologna: da sx: Raffaella, Andrea, Marina, Denis e Fabio.
 
LA RAGNETTA RITROVATA

“È  lei, è lei”, continuò ad urlare Ragnetto in preda ad una profonda agitazione, “o regina, mia regina,  vi prego, dite alla vostra operaia di condurmi là da lei!”.

“Certo piccolo ragno, ma stai calmo non temere, faremo il possibile!”.

Poi alzando una zampetta calmò all'istante il brusio che si era levato nell’arnia in seguito alle esternazioni di Ragnetto, quindi rivolse una domanda all’operaia che se ne stava immobile al centro dell’attenzione.

“ Sapresti ritrovare il giardino dei tulipani?”.

“ Penso di sì, anche se mi ci vorrà un po’ di tempo a ripercorrere l'intero tragitto, ma

con un po' di pazienza si può fare.”.

“Bene, allora prenditi il piccolo ragno sul tuo dorso e in volo conducilo dalla sua

ragnetta!”.

Ragnetto con un po' di sfrontatezza si avvicinò alla regina e per dimostrarle la sua riconoscenza le baciò tutte e sei le zampe e intanto, col capo chino, ringraziava proferendo un fiume di parole senza senso e senza neanche rendersi perfettamente conto di quel che dicesse.

“Se capitate dalle mie parti”, ripeteva incessantemente, “venite a trovarmi, potete portare anche i vostri figli, vi ospiterò tutti quanti...e se avrò dei figli miei saranno amici dei vostri... giocheranno insieme e ...”.

Non riuscì a terminare il discorso che a sentire queste parole scoppiò nell’arnia una fragorosa risata, poi la regina sorridendo anch’essa, alzò una zampa ed esclamò:

“Ora vai, non ci vedremo più, addio!”.

Ragnetto con un salto fu sulla schiena dell’ape, non aveva più alcun timore e quando l’operaia aprì le ali e in men che non si dica si trovarono a volare nell'aria fresca, era euforico e felice, mai avrebbe immaginato tante avventure in così poco tempo e poi quando mai si era visto un ragno volare in groppa ad un'ape.

Un passero, infatti, che per caso li incrociò in volo non riusciva a credere ai propri occhi, si fermò immediatamente su un ramo d’albero con la testa che gli girava vorticosamente:

“Devo avere le traveggole, mi è sembrato di vedere un ragno a cavalcioni d’un’ape, 

mi sa che i miei occhi e la mia testa abbiano qualcosa che non va!”.

Finalmente e senza problemi, arrivarono al sospirato giardino, era proprio meraviglioso, volarono a bassa quota sui tulipani finché nel calice di uno rosso scorsero la ragnetta mollemente adagiata sulla sua solita ragnatela che se ne stava placida e tranquilla a godersi i raggi del sole.

L’ape depose Ragnetto ai piedi del tulipano, poi salutandolo cordialmente si mise a raccogliere un po’ di nettare visto che lì ce n’era in abbondanza, infine gettando un’ultima occhiata per vedere ancora una volta il piccolo ragno, non scorgendolo spiccò il volo e se ne andò.

(Continua)

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Pubblicato il 26.09.2022 - Categoria: Vignette

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Cl. 5^ - Anno sc. 1984-85. Ai giardini “Margherita” di Bologna: da sx: Raffaella, Andrea, Marina, Denis e Fabio.
 
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“È  lei, è lei”, continuò ad urlare Ragnetto in preda ad una profonda agitazione, “o regina, mia regina,  vi prego, dite alla vostra operaia di condurmi là da lei!”.

“Certo piccolo ragno, ma stai calmo non temere, faremo il possibile!”.

Poi alzando una zampetta calmò all'istante il brusio che si era levato nell’arnia in seguito alle esternazioni di Ragnetto, quindi rivolse una domanda all’operaia che se ne stava immobile al centro dell’attenzione.

“ Sapresti ritrovare il giardino dei tulipani?”.

“ Penso di sì, anche se mi ci vorrà un po’ di tempo a ripercorrere l'intero tragitto, ma

con un po' di pazienza si può fare.”.

“Bene, allora prenditi il piccolo ragno sul tuo dorso e in volo conducilo dalla sua

ragnetta!”.

Ragnetto con un po' di sfrontatezza si avvicinò alla regina e per dimostrarle la sua riconoscenza le baciò tutte e sei le zampe e intanto, col capo chino, ringraziava proferendo un fiume di parole senza senso e senza neanche rendersi perfettamente conto di quel che dicesse.

“Se capitate dalle mie parti”, ripeteva incessantemente, “venite a trovarmi, potete portare anche i vostri figli, vi ospiterò tutti quanti...e se avrò dei figli miei saranno amici dei vostri... giocheranno insieme e ...”.

Non riuscì a terminare il discorso che a sentire queste parole scoppiò nell’arnia una fragorosa risata, poi la regina sorridendo anch’essa, alzò una zampa ed esclamò:

“Ora vai, non ci vedremo più, addio!”.

Ragnetto con un salto fu sulla schiena dell’ape, non aveva più alcun timore e quando l’operaia aprì le ali e in men che non si dica si trovarono a volare nell'aria fresca, era euforico e felice, mai avrebbe immaginato tante avventure in così poco tempo e poi quando mai si era visto un ragno volare in groppa ad un'ape.

Un passero, infatti, che per caso li incrociò in volo non riusciva a credere ai propri occhi, si fermò immediatamente su un ramo d’albero con la testa che gli girava vorticosamente:

“Devo avere le traveggole, mi è sembrato di vedere un ragno a cavalcioni d’un’ape, 

mi sa che i miei occhi e la mia testa abbiano qualcosa che non va!”.

Finalmente e senza problemi, arrivarono al sospirato giardino, era proprio meraviglioso, volarono a bassa quota sui tulipani finché nel calice di uno rosso scorsero la ragnetta mollemente adagiata sulla sua solita ragnatela che se ne stava placida e tranquilla a godersi i raggi del sole.

L’ape depose Ragnetto ai piedi del tulipano, poi salutandolo cordialmente si mise a raccogliere un po’ di nettare visto che lì ce n’era in abbondanza, infine gettando un’ultima occhiata per vedere ancora una volta il piccolo ragno, non scorgendolo spiccò il volo e se ne andò.

(Continua)

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