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di Gianfranco Miro Gori

LamaÈ stato presentato per la prima volta nel teatro comunale di Gambettola il 15 ottobre scorso, poi ha cominciato a girare in Romagna, transitando anche nella biblioteca comunale di San Mauro. Si tratta del documentario Lama da giovane, durata 38 minuti, regia di chi scrive.

Qualche tempo fa Valter Bielli, già parlamentare, oggi presidente dell'associazione Luciano Lama, realizzò una serie di interviste sul sindacalista a ex partigiani suoi compagni. Egli era nato nel 1921 a Gambettola e aveva trascorso buona parte della sua infanzia a Forlimpopoli. La famiglia era originaria di Russi, costretta a continui spostamenti per seguire il padre ferroviere.

Lama aderisce alla Resistenza, e sale in montagna alla fine del ’44 per unirsi all'VIIIª brigata Garibaldi; ammalatosi in modo grave, deve scendere in pianura. Non appena guarito, ritorna a combattere nella 29ª brigata Gap Gastone Sozzi, dove si comporta in modo assai brillante, già facendo intravedere le qualità del futuro sindacalista.

Dopo la Liberazione dai nazifascisti viene nominato segretario della Camera del lavoro di Forlì che allora comprendeva anche Rimini e che raggiunse, ben presto, la ragguardevole cifra di 110.000 iscritti. All'epoca si segnalò per aver firmato, assieme a Nino Laghi di Federterra, un contratto con gli agrari assai innovatore. Uno dei punti qualificanti del contratto era l'aumento della quota spettante al mezzadro del 12% da destinare all'assunzione di braccianti e al miglioramento dell'azienda. Così conseguendo anche un essenziale obiettivo politico: avvicinare mezzadri e braccianti. Di Vittorio lo chiamò poco tempo dopo a Roma nella Cgil nazionale.

Questi dati, sommariamente tracciati, che emergono anche dalle interviste di Bielli, ci hanno indotto a realizzare un film proprio sul periodo aurorale romagnolo, assai poco noto, di colui che diventerà segretario generale della Cgil. Il documentario suddiviso un due capitoli - il primo sulla Resistenza, il secondo sul sindacato, oltre a un breve “intermezzo” che riepiloga l'infanzia e la giovinezza di Lama -, si fonda sulle interviste ai partigiani Sergio Flamigni, Luciano Ravaglia, Giuseppe Zanetti, Tonina Laghi, e a quelle ai sindacalisti Silla Bucci e Paride Amanti. Roberto Mercadini legge alcune poesie assai belle di Guido Capovin che ritornano alla vicenda dell'VIIIª brigata Garibaldi; Bruna Tabarri un “ricordo” della madre Olga Guerra che fu determinate nel salvataggio di Lama partigiano gravemente malato. Appaiono inoltre molte fotografia, una sequenza cinematografica di repertorio nonché disegni di Matteo Mazzacurati. Il film, prodotto da Valter Bielli per l'associazione Lama, è stato montato da Luca Morellini, le musiche sono di Mirko Catozzi. Non spetta a me, naturalmente, esprimere giudizi ma agli spettatori che andranno a vederlo.

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