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di Miro Gori

eccidio di ValluccioleIn questo fine settimana il comune di Pratovecchio Stia e le Anpi delle province di Arezzo e Forlì-Cesena ricordano l'eccidio di Vallucciole e i partigiani morti nel rastrellamento nazifascista (tra essi Lelio Lama, fratello di Luciano) di cui ricorre il 75° anniversario.

Oggi, domenica 14 aprile, il programma prevede un'escursione, in mattinata a Vallucciole; nel pomeriggio nel cimitero monumentale di Stia, alle 15, la commemorazione dei 17 partigiani uccisi; alle 16 nelle officine Capodarno, sempre a Stia, un incontro sul tema Vallucciole e le stragi della Pasqua del 1944.

A Vallucciole fu perpetrata un orrendo eccidio di civili da parte dei nazifascisti. I cui esecutori non furono semplici assassini che interpretavano fedelmente l'ordine del maresciallo Kesserling: terrorizzare la popolazione civile per prosciugare l'acqua nella quale nuotavano i partigiani sempre più numerosi (contro i quali fu condotto un imponente rastrellamento). No furono molto peggio. Sadici criminali. Dei quali tralascio di narrare le orrende nefandezze compiute contro donne, vecchi, bambini.

Chi volesse una informazione sulla vicenda, potrà leggere con profitto, oltre ai testi storici, il bel romanzo di Rosanna Nanni, La mano mi trema, Vallucciole, 13 aprile 1944 (Il Ponte Vecchio, Cesena 2016). Il titolo, La mano mi trema, è tratto da una lettera di don Riccardo Bergamaschi testimone oculare, dal piazzale di Castello, della strage di Vallucciole. La lettera, posta in epigrafe al volume, introduce subito il tema della “verità storica”, dell'aderenza ai fatti narrati. Con tanto di nota a pie' di pagina che ne dichiara la provenienza, come si fa nei saggi scientifici. L'autrice insomma ci informa immediatamente di aver scritto un romanzo storico, fatto di storia e d'invenzione, per dirla con Manzoni, in cui c'è però un rispetto profondo della sostanza di quanto avvenuto.

Segnalo pure che dal romanzo è stata tratta un'opera teatrale con la regia di Maurizio Mastrandrea. Che sarà rappresentata venerdì 19 aprile alle 21 nel teatro comunale di Forlimpopoli.

Per non dimenticare.

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