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di Gianfranco Miro Gori

Tonino GuerraIl nuovo anno che s'avvicina, il 2020, ci porta due importanti anniversari romagnoli: i centenari della nascita di Fellini e Guerra. Il primo nato a Rimini (anche se qualcuno ha sostenuto che in realtà nacque a Gambettola poi fu registrato a Rimini) il 20 gennaio 1920; il secondo a Santarcangelo il 16 marzo. In realtà non si tratta solo della causalità di una nascita. Lo mostra anzitutto il fatto che essi vengono comunemente definiti: l'uno il regista di Rimini, l'altro il poeta di Santarcangelo.

Entrambi associati al luogo natale. Fellini emigrò, dopo il liceo e qualche soggiorno fiorentino, dalla città natale a Roma mantenendo un legame con Rimini; Guerra si trasferì da Santarcangelo nella Capitale all'inizio degli anni Cinquanta, tornò a Santarcangelo circa trent'anni appresso, infine  si spostò a Pennabilli nel Montefeltro. 

È opinione comune che Fellini abbia costruito il suo cinema su due luoghi: Rimini e Roma. Guerra da Santarcangelo ha tratto la sua lingua d'autore: il dialetto.  Se guardiamo dunque l'opera che, come spiega la psicanalisi, rivela la “verità” di un autore, vedremo come per entrambi essa si fondi sul paesaggio dell'infanzia e della giovinezza. Fellini infatti nella sua opera ritorna incessantemente a Rimini e alla Romagna in particolare nei Vitelloni ma non solo. Riferimenti si ritrovano nella Dolce vita e 8½. C'è poi Amarcord, tutto riminese a partire dal titolo in dialetto; “Mi ricordo”, preceduto dai Clowns e Roma, le cui prime parti, ambientate nella città dell'infanzia, evocano personaggi e luoghi che ritorneranno più ampiamente in Amarcord. Non mancano accenni romagnoli nella Città delle donne.

La scelta di Tonino Guerra è ancor più radicale. È un poeta. E sceglie - l'abbiamo detto - come sua lingua d'autore il dialetto romagnolo di Santarcangelo. Che gli consente, anche quando emigra a Roma, di restare (ritornare) in qualche modo nel Paese natale usandone la lingua. Quando poi entrerà come sceneggiatore nel cinema italiano e mondiale, affermandosi come uno dei principali scrittori per il cinema, manterrà comunque la sua dimensione di poeta e seguiterà a comporre versi in dialetto.  Due biografie insomma che hanno tratto costante linfa per la loro creatività dal luogo natale.  Sono attesi ampi festeggiamenti.

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