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Bonandi Thomas 100 golDi audace in quel 2013 ci fu quel “sì” tra i professionisti seguito da un repentino “no” in pochi giorni. Una giravolta lontana cinque anni fa che fece parlare tanto nel mondo del calcio: Thomas Bonandi scelto in serie C dalla Reggiana decide di tornarsene a casa, nella sua San Mauro, tra le braccia del presidente che lo aveva rilanciato, Cristiano Protti. Al vento l’occasione della vita, si direbbe, mai rimpianta dal giocatore, che proprio domenica prossima (ore 15 stadio il mitico Mirabello) si troverà di fronte quella Reggiana che poteva cambiare il suo destino di calciatore. Per la verità la squadra è l’Audace Reggio, nata dalle ceneri della gloriosa Reggiana, i colori granata però sono immutati, in una parabola societaria che ha accumunato la recente storia del Cesena. Reggiana e Cesena, i destini incrociati del numero 10 giallorosso. 

Confesso che non sarà una partita come le altre, un po’ come contro il Cesena, squadra dove sono cresciuto – ha detto il calciatore al Corriere Romagna – E’ vero che la mia esperienza a Reggio è durata poco, una decina di giorni. Malgrado ciò ho un bel ricordo, con alcuni tifosi sono in contatto e al termine della partita ci vedremo. Lì è cambiato tutto dopo il fallimento della società, quello che è certo è il calore del pubblico: domenica scorsa allo stadio c’erano quasi tremila persone. Troveremo un ambiente molto caldo”.

Di quel secco “no” alla serie C non ha rimpianti: “Ci mancherebbe. Avevo 24 anni, la scelta è stata dettata da motivi personali. Sì, il mio percorso sarebbe stato diverso, difficile dire se in bene o in male. Con i ‘se’ non si fa nulla. Di certo non ho nessun rammarico”.

Quella scelta di fatto gli ha cucito addosso la maglia giallorossa per dieci anni consecutivi, come il numero che porta in dote sulle spalle. Numeri che crescono quando si va nella voce dei gol, la cifra supera i 110 sigilli. Unico cruccio, la voce infortuni, lo scorso anno decisamente troppi. “In un certo senso sono alla ricerca di un’annata di riscatto, la stagione passata non ho giocato neanche la metà delle gare. Quest’anno l’inizio non è stato dei più fortunati, ko per una ginocchiata nell’amichevole col San Marino. Adesso sto bene e spero domenica prossima di scendere in campo”.

Chi ha scommesso su di lui è certamente il tecnico Mastronicola, il cui modulo con trequartista in campo pare ritagliato per Bonandi, dopo anni di canonico 4-3-3 di Protti. “Prediligo giocare seconda punta o trequartista, anche se dopo tanti anni di modulo diverso, ho bisogno di tempo per riadattarmi di nuovo”. Magari già da domenica prossima davanti ai suoi ex granata.

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