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Sanmauropascolinews.it

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Protti StefanoA un anno di distanza, Stefano Protti si sarebbe aspettato un ritorno meno amaro alla guida della Sammaurese. A bruciare è l’eliminazione sabato scorso in Coppa da uno Scandicci ampiamente alla portata, dopo un ko arrivato più per demeriti dei giallorossi (occasioni gol a grappoli e un tempo in 10 uomini) che per meriti degli avversari. Malgrado ciò il tecnico vede il bicchiere mezzo pieno. E domenica prossima arriva la prima di campionato in trasferta a Mezzolara.

Abbiamo fatto una mezzora buona, avuto diverse occasioni clamorose; sotto di un gol e di un uomo ci poteva crollare il mondo addosso – ha detto il mister al Corriere Romagna - E invece nessuno si è accordo che giocavamo in 10 contro 11. Peccato per il finale, una volta raggiunto il pareggio abbiamo cercato di vincerla a tutti i costi e invece abbiamo preso due gol d’infilata in contropiede. Rimane il rammarico di avere perso una partita che in 11 contro 11 sarebbe stata diversa".

Quale insegnamento in vista del campionato?
Quando hai le occasioni da gol le devi fare. Se il primo tempo fosse finito almeno 2 a 0 per noi nessuno avrebbe avuto da ridire nulla. E invece è andata diversamente, anche per alcune decisioni arbitrali un po’ affrettate come la nostra espulsione. A parte questo, dobbiamo pensare a migliorarci, ai nostri errori, e al fatto che la gioventù paga dazio”.

Come è stato il ritorno a San Mauro dopo un anno?
Normale. Le emozioni le ho quando parlo con la gente, quando ci sono rapporti di fiducia da tanto tempo. L’emozione della partita è irrisoria. Qui c’è un’alchimia importante, ogni vittoria e ogni sconfitta hanno un valore doppio perché questo posto lo sento un po’ mio: una sconfitta mi dispiace di più di quando perdo da un’altra parte, lo stesso quando vinco, anche se subito poi sono proiettato alla prossima partita. E andare fuori in Coppa mi dà fastidio perché non meritavamo di perdere la partita”.

Quest’anno la Sammaurese si presenta alquanto rinnovata, più degli anni passati.
Per costruire un grattacielo ci vuole un periodo lungo. Cerchiamo di affrettare le cose il prima possibile, ma non sappiamo quanto quel grattacielo sia in grado di reggere questa categoria. Siamo giovani, alcuni hanno pochi campionati alle spalle, abbiamo fatto qualche scommessa come è normale, alcuni vengono da infortuni. Poi giochiamo in un girone difficile: è vero che ci dà qualche vantaggio a livello logistico e societario ma ci sono squadre importanti con budget notevoli. E soprattutto, ed è la cosa più preoccupante, le squadre sono 18 e non 20, ciò significa che ci sono due squadre in meno da lasciare indietro e raggiungere la salvezza significa essere a metà classifica”.

Lei ha sempre detto che per salvarsi a San Mauro i giocatori devono mangiare il pane secco: è ancora così?
Quest’anno ancora di più. Siamo cambiati tanto, abbiamo perso per scelta loro due giocatori importanti (Bonandi e Rosini, ndr) che facevano la differenza. Adesso non ci sono e la differenza la dobbiamo fare come squadra, e ci vuole tempo. Dobbiamo passare da momenti difficili, da qualche delusione: essere bravi forti e uniti quando capiteranno queste situazioni. Siamo consapevoli che la situazione è questa”.

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