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di Filippo Fabbri

tifo7 980x653Dalle parti dello stadio Macrelli si continua a tenere un profilo basso. Eppure se c’è una squadra rivelazione sulla bocca di tutti nel girone D è la Sammaurese (insieme al Mezzolara). Il quinto posto in classifica parla da solo per una compagine costruita per salvarsi con un budget al minimo. Ma quali sono gli ingredienti del successo stagionale della Sammaurese? Eccone cinque.

1 - Numero uno, ovvero il portiere. Potrà sembrare un paradosso per il numero di gol subiti (29 in 28 gare, tra le peggiori difese), eppure se c’è una sicurezza è proprio Federico Adorni. Chi ha buona memoria ricorderà i punti lasciati per strada lo scorso anno per le amnesie dell’allora numero uno Maniglio, in una seconda parte di stagione da dimenticare. L’arrivo di Adorni è stato come mettere silicone a un box doccia che perdeva acqua da tutte le parti, autore di interventi decisivi in molti pomeriggi, Bagnolese e Forlì su tutti. La presenza poi di un concorrente di pari grado come Federico Cheli ha fatto il resto nell’alzare il livello delle prestazioni.

2 - Punto G. Nulla di erotico perché di Gaiola parliamo. Partito da laterale nella linea a 3 di metà campo, a un certo punto (Rimini) Protti gli ha dato il joystick del reparto. Il cambio di passo per la squadra è stato evidente in fisicità di interdizione e di impostazione. Nell’impresa di Mezzolara il centrocampo contemplava Scarponi-Gaiola-Gurini. Difficile trovare di meglio a questi livelli.

3 – Fattore M. Merlonghi è uno che di gol ne ha sempre fatti tanti, mai così nel girone di andata. Degli 11 sigilli ben 9 sono risultati decisivi ai fini del risultato, e la tripletta rifilata all’Alcione dell’ex Manuzzi è sembrata un simbolico passaggio di testimone tra i due. Ma attenzione, la Sammaurese è anche una cooperativa del gol capace di mandare a segno ben 11 giocatori, e se Bonandi gira è dance music per le orecchie di tutti.

4 – Vecchi e giovani. Ok, definire Merlonghi e Bonandi “anziani” a 33 e 32 anni è un azzardo meglio dire giocatori di esperienza. Al di là dei termini è evidente la giusta combinazione tra giocatori dal curriculum affermato (Bonandi, Scarponi, Merlonghi, Benedetti, Gregorio) con giovani di belle speranze (Giannini, Migani, Casadio, Bolognesi, Gurini, Sedioli, Misuraca).

5 – Ditta P&P. Non ci starebbe da stupirsi nel vedere la storia dei Protti (Stefano allenatore, Cristiano patron) in qualche corso di laurea, case history di studio in gestione aziendale. Ricapitoliamo: sette anni in D senza un direttore sportivo, un addetto stampa, staff al minimo sindacale (3 persone), e soprattutto budget al risparmio. In questo contesto c’è un solo unico cruccio: il pubblico al Macrelli, decisamente troppo poco per imprese come queste.

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Pubblicato il 05.01.2022 - Categoria: Vignette

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