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Casa Pascoli notteIl Compendio Domus Pascoli è divenuto proprietà del Comune di San Mauro. Abbiamo chiesto a Piero Maroni di raccontarci la storia di quel luogo. Sarà un racconto a puntate, una narrazione che tutti i sammauresi dovrebbero leggere per conoscere un pezzo di storia del loro paese.

Gli antefatti

Alle elezioni amministrative del 1907, a San Mauro di Romagna ci si arrivò dopo alcuni anni di forti tensioni che videro tutto il paese schierato su fronti contrapposti e con partiti che si scontravano a muso duro nelle istituzioni e nelle piazze.

Nello specifico i Socialisti del dott. Carbonetti da una parte, contro i Liberali di Tosi, alleati coi Clericali e coi Radicali-Moderati, divisi i Repubblicani, ostili ad entrambi i fronti. Per chiudere definitivamente le ostilità e pacificare il paese, Tosi, con un colpo da gran prestigiatore estrasse dal cilindro nientemeno che Giovanni Pascoli, il quale accettò la candidatura al Consiglio Comunale, fu eletto e partecipò alla prima convocazione in cui tenne un alto discorso di cui Ruggero Tognacci ricorda che fra le altre cose esortò le forze politiche a istituire a San Mauro una Casa di Riposo e un Giardino d'Infanzia.

Questa idea fu immediatamente raccolta da Giulio Tognacci che, spinto dal Pascoli pubblicò nel 1908 un volumetto intitolato La concezione positiva del Giardino d'Infanzia froebeliano e messo in vendita a 50 centesimi l'uno con l'intenzione di destinare il ricavato alla costituzione di un fondo per erigere un Giardino d'Infanzia nella casa del poeta.

L'iniziativa piacque assai al Pascoli, tanto che due anni dopo pubblicherà a sua volta un suo volumetto con il discorso che aveva tenuto a San Mauro per commemorare Giuseppe Garibaldi e messo in vendita  al prezzo di “£ 1 almeno”, ovviamente anche in questo caso il ricavato era destinato all'erigendo asilo infantile.

Scriveva a quel tempo il Poeta al Sindaco Angelo Vincenzi in una lettera del 1910: “Il discorso su Garibaldi stampato con qualcos'altro che per ora non so che cosa possa essere, ma che troverò e farò certo, sarà venduto (e si venderà) a profitto dell'erigenda Casa dei Bambini di San Mauro. E comincerò così a dare il mio contributo. A me basta che mi duri la salute e in poco tempo, sento di poter dare quanto occorre...”.

Il volumetto uscì nel 1911 nella prefazione spiccava una poetica dichiarazione d'amore verso il suo paese natale unita alla speranza di vedere realizzato il sogno di costruire una casa per i bambini di San Mauro: “...è così piccola la loro patria piccola, S. Mauro, eppure si spicciola in almeno quattro patrie, e ognuna ama soltanto la sua, vale a dire, un quarto del paese. Ma ecco: si costruirà il focolare a cui tutti quanti verranno a scaldarsi, si edificherà la casa che di tutte le case sarà il penetrale più caro, s'innalzerà il tempio, nel cui vestibolo tutte le famiglie s'incontreranno, ognuna col loro bambino per mano... Andranno insieme e insieme torneranno, amici i babbi come amici i figli.”

Un inno alla pace e alla pacificazione tra le parti in lotta, forse direttamente rivolto ai “compagni” socialisti, di cui ne condivideva l'ispirazione, ma accettando la candidatura dell'avversario, ne aveva provocato una pesantissima sconfitta elettorale.

Ma la salute del Poeta non durò a lungo e il 6 aprile 1912 spirò nella sua casa di Bologna  e sui sammauresi calò una incredibile cappa di rabbia e amarezza. (1- Continua)
Piero Maroni