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E se il vero Rubicone fosse il Rio Salto? A sostenerlo sono tre sammauresi, documenti alla mano, intervenuti sul Corriere Romagna nel dibattito su quale sia il vero Rubicone. Di seguito la loro lettera integrale.

di Giuseppe Casadei, Mauro Rossi, Giorgio Zicchetti

fiume Uso okA proposito del Rubicone vorremmo anche noi sammauresi dire la nostra su quale sia il vero fiume che Giulio Cesare attraversò. Le nostre considerazioni si basano su riscontri oggettivi che andiamo brevemente a esporre.

Lo storico romano Plinio il giovane nella sua “Naturalis historia” descrive la regione Vlll (Flaminia) secondo la divisione introdotta dall'Imperatore Augusto e scrive:

“i confini e i fiumi della Centuriazione Riminese sono i seguenti da sud a nord: il fiume Conca, la città di Ariminum con il fiume Ariminum (oggi Marecchia), il fiume Aprusa (oggi Uso), il fiume Rubicone e quindi “Heic Italiae finis quondam Rubicon”, estremo confine a nord dell'Impero”. 

A questo punto risulta chiaramente che dopo il fiume Aprusa-Uso il successivo fiume verso Nord sia il fiume Rio Salto. Quindi sarebbe giusto e logico modificarlo in fiume Rio Salto – già Rubicone. Dalla famosa e citata Tabula Peutingeriana la distanza tra il Compitum e Ariminum è di 11 miglia e il segno color Blu si trova esattamente all'altezza del fiume Rio Salto-già Rubicone. 

Ricordiamo agli amici acculturati locali che stanno nascosti e non prendono mai posizione che la parola “saltus” identifica i territori dove il terreno comincia a decrescere creando paludi, selve e acquitrini, cosa che era dal Rio Salto già Rubicone fino al mare.

Inoltre il nostro saltus era di proprietà del Senato romano. Nelle dispute fra le città e paesi il nostro Rio Salto già Rubicone non ha mai avuto nessuno che lo difendesse. Ora attenti cari signori alla Corte di Giovedia abbiamo i discendenti frombolieri della XIII legione di Giulio Cesare quindi…estate parati.