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di Piero Maroni

Lavori DomusEra il 13 maggio e nella Residenza Municipale  erano presenti i Sigg:
     Canducci  Vittorino    -  Sindaco del Comune di S. Mauro P.
     Lombardi  Bruno        -  In rappresentanza dell’E.C.A.
     Dellamotta  Tonino     -  In rappresentanza dell’O.N.M.I.
     Castagnoli   Oderzo    -  In rappresentanza del Comune
     Garattoni  prof. Luigi  -  In rappresentanza del Provveditorato agli Studi
     Bianchini Secondo      -  In rappresentanza  dell’Assemblea dei Soci, nominato 
     Con deliberazione del Consiglio Comunale.
Assisteva alla seduta il Segretario Comunale Zangheri Luigi, Segretario amministrativo dell’Ente.

Giova ricordare che per essere eletto Presidente occorreva la maggioranza dei voti, 3 su 5. La votazione sembrava una pura formalità in quanto Pci e Psi, alleati nell'Amministrazione comunale, potevano contare su tre voti sicuri. Invece alla prima votazione Secondo Bianchini ottenne 2 voti, così pure alla seconda e alla terza, servirà la quarta votazione perché il Bianchini venga eletto con i 3 voti necessari.

Sin dalla prima seduta del consiglio per la nomina del Presidente si nota chiaramente che le tensioni politiche che avevano attanagliato San Mauro nei primi anni 50 non erano affatto sopite.

Lo scontro, anche violento, che si venne, infatti, a determinare nel paese alla decisione del marchese Gerini, della dinastia dei Torlonia, di vendere la Torre e i suoi poderi, minava pesantemente i rapporti interpersonali e scavava solchi profondi nel tessuto sociale sammaurese.

I mezzadri, politicamente in gran parte schierati col Pci, si costituirono in Cooperativa “rossa” per acquisire l’azienda, conflitti sorsero con la Cooperativa “bianca” vista come elemento di disturbo ma, soprattutto, con la Cooperativa dei braccianti che rivendicava un proprio ruolo nell’acquisizione delle terre da coltivare.

Per varie ragioni nessuna delle Cooperative raggiunse il proprio scopo, ma le asprezze di quel contrasto che aveva acceso passioni e causato delusioni, non si sopirono facilmente e i rancori durarono a lungo ed anche il Sindaco socialista Bianchini ne fu coinvolto e, seppur alleato col Pci nell’Amministrazione cittadina, non godeva della stima dei comunisti che lo accusavano di non essersi schierato dalla loro parte nelle rivendicazioni per l’acquisto dei terreni della Torre.

Dotato di una personalità forte e di un carattere autoritario e spigoloso, Secondo Bianchini godeva di un discreto benessere economico e ciò lo rendeva ancor più lontano dallo spirito proletario e passionale dei comunisti locali che lo sostenevano solo per ragioni di partito.  

Restava, dunque, quella conflittualità che già aveva consentito al Della Bartola di mantenere la Presidenza dell’Ente per ben 21 anni, sia prima che dopo il fascismo, e continuerà a ripercuotersi in negativo anche sulla gestione Bianchini della Domus, che si limiterà ad una amministrazione oculata e corretta sul piano finanziario, ma certamente poco incisiva sul piano dell’autonoma iniziativa.