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di Piero Maroni

Sauro RicciNel 1961 si rinnova il Consiglio di Amministrazione. Sauro Ricci (nella foto), nominato dal Comune, è eletto Presidente. Consiglieri: Vincenzo Riccomi, rappresentante del Provveditorato agli Studi; Tonino Dellamotta, rappresentante dell’O.N.M.I., Elmo Succi, rappresentante del Comune; Giulio Montanari, rappresentante E.C.A. Segretario Sante Franca, come da consuetudine anche Segretario Comunale.

Il primo problema da affrontare era di ordine finanziario, il bilancio si era chiuso con un disavanzo di 1 milione di lire e subito partirono le richieste d’aiuto che si concretizzarono l’8 agosto del ‘61 quando dall’allora Sottosegretario agli Interni, Oscar Luigi Scalfaro, arrivò una contribuzione di L 2.000.000.

La retta mensile per i 22 anziani ospitati venne fissata in L 20.000, ma pochi la pagavano per intero, generalmente si valutava caso per caso e la si determinava in base alle possibilità economiche dell’ospite.

L’attività del Consiglio di Amministrazione dell’Ente era principalmente rivolta alla gestione della Scuola e del Ricovero, i bambini iscritti erano stabilmente intorno ai 100 e dal 1960 i pasti allestiti in proprio erano sufficienti a comprendere l’intero bisogno alimentare dei bambini, infatti è di quell’anno la cessazione del cestino necessario per integrare il piatto di minestra che veniva corrisposto.

1912-1962, 50 anni dalla morte di Giovanni Pascoli e il suo paese natale si apprestava ad un’altra grande celebrazione. Il Comune si adoperò per onorare la ricorrenza nel migliore dei modi, per l’occasione si costituì un Comitato incaricato di predisporre il programma dei festeggiamenti la cui presidenza venne affidata al sen. democristiano Gino Zanini di Rimini, mentre, come in altre circostanze, la preparazione del convegno con i più valenti critici letterari fu affidata a Guglielmo (Mino) Giovagnoli che ne curò, come nel precedente del ‘55, gli atti in un volume di notevole spessore scientifico e culturale. 

Sede del convegno la ex-casa del Fascio, divenuta proprietà del demanio pubblico e abbandonata a se stessa, ma tirata a lucido per l’occasione e sfolgorante per la serata di chiusura quando accolse un pubblico strabocchevole convenuto per assistere allo spettacolo di balli e canti della tradizione romagnola eseguite dal gruppo “F. Pratella-Martuzzi” di Lugo di Romagna.

Sulle ali dell’entusiasmo per la brillante riuscita dell’intera manifestazione, il sen. Zanini si convinse ad accettare la proposta di assumere la carica di Presidente del “Comitato per la restituzione della salma del poeta” sorto per volontà di alcuni anziani del paese che avevano conosciuto e ammirato il Pascoli ed in particolare Ruggero Tognacci, Luigi Mazzotti e Ugo Gori.

A questi ed ad altri, il senatore promise di interessarsi della questione e assicurò che avrebbe portato la discussione in Parlamento.

Il tempo però passava e nulla si concretizzava, così il Comitato, deluso per le promesse mancate, nel 1965 espulse dal suo seno il senatore e attribuì la carica di Presidente a Ruggero Tognacci, la battaglia continuava!

Nel ’63 l’Intendenza di Finanza erogò L 488.000 ricavati dalla Lotteria di Merano 62, ai quali si aggiunsero L 800.000 provenienti dal Ministero della P.I. e altre L 150.000 dalla Segreteria del Ministro per l’Istruzione Luigi Gui, che poco prima era stato in visita ufficiale presso la Casa Pascoli.

Intanto il numero dei bambini tendeva a salire e nel ’64 gli iscritti erano 132.

San Mauro in quegli anni era attraversato da un boom economico di rilevanti dimensioni, il settore calzaturiero era in piena espansione e richiamava manodopera dai comuni vicini e soprattutto dalle colline, numerose erano le famiglie che abbandonavano il duro e poco remunerato lavoro dei campi e dei pascoli collinari per trasferirsi accanto alle fabbriche sovrabbondanti di offerta di lavoro, tanto che era possibile svolgere a casa alcune fasi del ciclo produttivo in modo che, oltre al lavoro in reparto, si poteva integrare la paga lavorando a domicilio a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno, servendosi anche dei membri della famiglia inadatti al lavoro in fabbrica.

Anche gli anziani, purchè validi, potevano servire in qualche modo alla produzione familiare per cui il numero degli ospiti nel ricovero tendeva a diminuire e le domande provenivano in gran parte da anziani soli o debilitati fisicamente o mentalmente.  

Occorre comunque rilevare che il termine “Ricovero”, man mano che la situazione economica della popolazione andava migliorando, assumeva sempre di più una valenza negativa; come tutti i Ricoveri di questo tipo, era, infatti, nato per accogliere vecchi soli o in condizioni di grave povertà che venivano affidati alla pietà e carità degli Istituti preposti così che nella considerazione collettiva, era diventato “E’ Ricovar di vcieun” (Il Ricovero dei vecchioni) e usato come minaccia nei riguardi degli anziani della famiglia quando si verificano contrasti.

L’Asilo invece non era più in grado di contenere in maniera soddisfacente la massa di bambini iscritti, per cui si pensò di allargare il plesso scolastico costruendone una parte nuova adiacente alla vecchia scuola nella direzione opposta alla casa Pascoli.

Il progetto venne affidato all’Ing. Bruno Pagliarani e redatto nel 1964 per un importo complessivo di L 19.000.000, una cifra assolutamente fuori dalla portata della Fondazione e di cui non si avrà, pertanto, seguito alcuno.