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di Piero Maroni

Inaugurazione Casa NonniLe polemiche più roventi si ebbero nella seduta del Consiglio comunale del 25 marzo quando il Sindaco Giorgio Campana, che dal 1982 era subentrato a Oderzo Castagnoli, che aveva ricoperto la carica per 22 anni consecutivi, annunciò nomi non riferibili ad alcun partito politico ma rappresentanti della società civile, i rappresentanti del P.S.I. e del P.R.I. votarono contro, i 6 consiglieri della DC si divisero in 3 contrari e 3 favorevoli. 

Nei giorni immediatamente successivi, i muri del paese si riempirono di manifesti dei partiti contrari che denunciavano la furbizia dei comunisti nell’accaparrarsi poltrone e nel perseguire oscuri fini che avrebbero finito per danneggiare in qualche modo la Fondazione.

In realtà non vi era alcun secondo fine, il tutto nasceva da una ventata di novità e di voglia di cambiare metodo apportata dal ringiovanimento della classe politica al governo a San Mauro e dalla constatazione che il “vecchio” modo di fare politica non era più in grado di reggere l’incontro-scontro con la modernità.

Entravano nell’Amministrazione della Domus modi nuovi di rapportarsi e si venne a creare una perfetta sintonia d’intenti tra i vari componenti che, pur con diverse motivazioni e idealità, consentì loro di trovare soluzioni definitive a problemi che apparivano insormontabili e senza distogliere una sola lira dal bilancio della Fondazione che allora, tra rette, contributi e donazioni varie, superava di poco i 100 milioni annui.

I mugugni però coi quali era stato accolto il nuovo Consiglio non si smorzarono facilmente ed anzi ripresero nuova linfa nel momento dell’approvazione dello Statuto redatto nel ‘93 che andava a superare quello del ‘53.

Le varie polemiche furono prontamente rintuzzate e, come detto, non intaccarono in alcun modo l’operosità del Consiglio anche perché la quantità di problematiche da affrontare era tale che non consentiva di perdersi in polemiche sterili.

La realizzazione più importante e significativa fu senz’altro il recupero del Gerontocomio e la sua trasformazione in una Casa Protetta per anziani autosufficienti e non, che divenne in breve tempo una delle strutture dai livelli qualitativi più elevati e accertati dell’intera Regione.

Sembrava una impresa impossibile quando il 22 ottobre 1984 il Consiglio della Domus deliberò di trasformare l’incompiuto Gerontocomio in “Casa Protetta” per poter accedere ai contributi previsti la legge regionale con la quale si garantiva la copertura del 50% dei costi relativi alla costruzione di Case Protette per anziani. 

Ma come reperire i soldi necessari per coprire il proprio 50%? La risposta arrivò dalla Cassa di Risparmio di Cesena con la quale accettava di farsi carico di qualsiasi cifra fosse necessaria per la costruzione della nuova casa per gli anziani.

L’intesa raggiunta con la Banca cesenate fu indubbiamente l’elemento decisivo per la ricostruzione dell’immobile così che l’8 luglio 1986 la Giunta Regionale approvò il contributo di L 400 milioni di lire, il progetto esecutivo fu affidato allo Studio Coop di Savignano, si procedette alle gare d’appalto e l’E.D.A.R. Coop di Bellaria, con un ribasso del 15,48%, si aggiudicò quello inerente i lavori di muratura, così che tre anni dopo il voluminoso Gerontocomio aveva assunto una fisionomia completamente diversa.

Il costo era stato così ripartito: L 400 milioni a carico della Regione Emilia-Romagna, L 560 milioni a carico della Cassa di Risparmio di Cesena e L 165 milioni a carico della Domus Pascoli mediante un mutuo garantito e concesso sempre dalla banca cesenate.

Completato il recupero strutturale, bisognava provvedere agli arredi, per cui si lanciò nel paese una pubblica sottoscrizione e, grazie alla munificenza degli operatori economici locali, di singoli privati e di un nuovo robusto intervento della Cassa di Risparmio che concesse alla Fondazione un altro mutuo di L 250 milioni, anche questa esigenza fu soddisfatta.

Il 14 dicembre 1989 i nove ospiti della vecchio ricovero venivano trasferiti nella nuova e moderna struttura denominata “Casa dei Nonni” con evidente allusione alla “Casa dei Bambini” coniata dal Pascoli molti anni prima, e il 2 dicembre 1990 con la presenza del Vescovo di Rimini, del Presidente della Cassa di Risparmio di Cesena cav. Davide Trevisani e del Presidente della Giunta dell’Emilia Romagna, on. Enrico Boselli, si potè tagliare il nastro tricolore e inaugurare ufficialmente la Casa Protetta di San Mauro Pascoli capace di ospitare 40 anziani, sia in condizioni di salute carenti o gravi, nelle camerette a 1-2-3 posti letto, ma anche completamente autonomi, nei 7 monolocali realizzati all’interno della struttura stessa.

Nella foto: 1990 - Giobbe Gentili, delegato Cassa di Risparmio di Cesena, taglia il nastro nell'inaugurazione della Casa dei Nonni