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di Piero Maroni

Contro la violenza donneIl 25 novembre si celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, un appuntamento istituito dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999 per sensibilizzare i cittadini di tutti i paesi su questo tema delicato e per sostenere le donne che subiscono violenze di qualsiasi tipo, oltre che per incoraggiarle a chiedere aiuto per uscirne.

La data del 25 novembre non è stata scelta a caso: proprio in questo giorno, infatti, nel 1960 nella Repubblica Dominicana tre donne, Patria, Minerva e Maria furono torturate e uccise dagli agenti dei servizi segreti del dittatore Rafael Leònidas Trujillo (1930-1961), colui che tenne la Repubblica Dominicana nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. 

 

  Il 25 novembre 1960, infatti, le tre sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente

 La loro colpa era di aver preso parte alle attività di resistenza al regime.

 L’omicidio delle Mariposas, ossia delle “farfalle”, nome con il quale erano conosciute, scatenò la rivolta popolare che portò all’uccisione di Trujillo colpito da una pallottola che lo raggiunse di notte mentre era in auto col suo autista e con la sua morte cessò la dittatura 

   Il 25 novembre fu poi commemorato per la prima volta nel1980 durante il primo Incontro Internazionale Femminista che si tenne a Bogotà ed è proprio da lì che questa data assunse un significato simbolico di lotta contro la violenza sulle donne.

 In tutto il mondo il 25 novembre è celebrato con l’arancione, tanto che si parla anche di Orange Day. L’Ente delle Nazioni Unite per l'uguaglianza di genere, lo ha scelto come simbolo di un futuro in cui le donne si saranno liberate della violenza degli uomini. In Italia, però, dove la Giornata si celebra solo dal 2005, spesso all’arancione è preferito il rosso.

  Soprattutto in Italia, il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne sono le scarpe rosse, lasciate abbandonate su tante piazze del nostro Paese per sensibilizzare l'opinione pubblica. Lanciato dall'artista messicana Elina Chauvet attraverso una sua installazione, nominata appunto Zapatos Rojas, è diventato presto uno dei modi più popolari per denunciare i femminicidi. Un'installazione che ha fatto il giro del mondo, toccando alcune delle principali città europee e italiane.

EDOARDO SANGUINETI - Ballata delle donne

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

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