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Giorni maledetti Esistono ancora nella cultura popolare, pur se molto attenuate dall'avanzare di un tempo sempre più scientifico e tecnologico, un insieme di superstizioni e credenze che traggono origine dal paganesimo o dalle religioni delle popolazioni celtiche che prima dei Romani abitarono queste terre. 

  La cultura moderna valuta la superstizione come un insieme di credenze o pratiche rituali dettate da ignoranza, frutto di errore, di convinzioni sorpassate e di atteggiamenti irrazionali attribuendola a tempi lontani in cui la paura dell’ignoto prevaleva sulla ragione, era dunque la superstizione  un mezzo per colmare il vuoto creato dalla ragione nel tentativo sia di dare una spiegazione a fenomeni inspiegabili, sia di controllare la realtà. Ciò significa che, per le persone superstiziose, essa si poneva come un mezzo di conoscenza nonostante la mancanza di quei requisiti essenziali (evidenza, verità) a definire la conoscenza stessa.   

 Le credenze popolari, ad ogni modo, fanno indubbiamente parte della tradizione. Oggi pochi vi prestano veramente fede, ma molti ne conoscono l’esistenza. Sono tramandate di generazione in generazione e si radicano nella tradizione. Quasi sempre risultano da un insieme di religiosità, di magia e di superstizione i cui confini sono definibili con difficoltà.

 Estremizzando un po', potremmo considerarle l’antenato delle fake news, a cui oggi siamo continuamente esposti.

  Hanno attraversato i secoli, forti della cultura popolare, favorite dalla tradizione orale, che le arricchisce di particolari ad ogni generazione e nate, come detto, per dare una spiegazione a fenomeni naturali senza alcuna base scientifica.

 Ad alimentarle concorrevano stregoni, fattucchiere, indovini, maghe che approfittavano dell'ignoranza della gente per proporre un nutrito armentario di pratiche scaramantiche ricco di gesti, parole, atteggiamenti e oggetti a cui si attribuisce il potere di scongiurare malefici e disgrazie o di propiziare il destino.

 C'è una bella frase di Eduardo de Filippo che riassume in pieno il fenomeno che interessa ancora una buona parte di persone:

“Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male!”.

Questi che seguono fan parte di un patrimonio piuttosto consolidato e probabilmente altri ce ne saranno sfuggiti. Vanno poi aggiunti i tanti gesti scaramantici e credenze che molti coltivano privatamente e che si sono creati a propria misura fino a diventare abitudini comportamentali non facili da abbandonare.

Portafortuna

Il ferro di cavallo,  trovarne uno va appeso in casa o sulla porta,

il quadrifoglio, ma non lo si deve cogliere, basta guardarlo e toccarlo,

corno rosso, deve però essere regalato, non acquistato,

una zampa di coniglio,

gnomo col berretto a cono,

la coccinella, contando i puntini sulle ali, si saprà per quanti mesi si sarà accompagnati dalla fortuna,

vedere un cavallo bianco,

trovare un ragno con 7 zampe,

incontrare due frati insieme,

incontrare un gobbetto,

trovare una forcina per capelli con le punte girate nel verso di chi cammina,

un ragno che ti corre addosso,

scendere dal letto col piede destro,

la pioggia che cade su un matrimonio porta bene,

impugnare una bottiglia a rovescio,

se fischia l’orecchio destro significa che qualcuno sta parlando bene di te,

vedere un ragno di sera è segno di bel tempo,

riuscire a esprimere un desiderio vedendo una stella cadente può vederlo esaudito.

Portasfortuna

Rompere un pettine o uno specchio preannuncia sette anni di guai,

il canto della civetta di notte, udirlo porta malattia e morte,

se fischia l'orecchio sinistro significa che qualcuno parla male di te,

rovesciare il sale per terra,

rompere la bottiglia dell'olio,

versare l'olio è segno di malaugurio,

mettere in tavola il pane a rovescio,

incontrare una vecchia con la gobba,

trovare penne di animali,

allacciare zoppi i bottoni, 

il cane che piange, il suo ululato è presagio di morte,

incontrare un carabiniere da solo, 

uccidere un ragno in casa di notte o al mattino,

aprire l'ombrello in casa,

un grillo che di notte canta in casa,

quando salta l'occhio destro,

guardarsi nello specchio di sera,

un gatto nero che attraversa la strada,

sedersi in 13 attorno ad una tavola,

incontrare una persona di sesso opposto la mattina di capodanno,

utilizzare in tre lo stesso fiammifero, il più giovane morirà,

passare sotto una scala,

rovesciare il sale,

il vino versato con la mano sinistra o con rotazione dorsale della mano è di cattivo auspicio.

mai vestirsi di viola andando ad uno spettacolo,

porta male fare gli auguri di compleanno prima che avvenga,

una nubile che passa sotto una scala non si sposerà,

spazzare il pavimento prima dell’alba e dopo il tramonto,

se cadendo le forbici, una delle lame si conficca nel terreno è presagio di morte,

porta male incrociare un carro funebre vuoto,

l’anno bisestile è un anno sfortunato,

gli anni bisestili che iniziano di venerdì saranno catastrofici,

13 e 17 sono numeri che portano sfortuna

(Continua)

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