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MarlynUn talento per la scarpa è un concorso per giovani stilisti e aspiranti stilisti nel campo della calzatura di tutto il mondo. Che possono partecipare con bozzetti o altri materiali documentari su un tema scelto di anno in anno da Sammauroindustria, l'associazione culturale che lo bandisce annualmente a partire dal 2001. Un talento per la scarpa vuole offrire un luogo di “emersione”, di “visibilità”, ma soprattutto un’opportunità di formazione e inserimento nel mondo del lavoro. Non offre premi in denaro ma un periodo di tirocinio, prima al Cercal, centro di formazione nel settore calzaturiero, poi presso uno dei soci di Sammauroindustria (a rotazione) - oltre a un contributo finanziario per le spese di soggiorno a San Mauro.

La formula si è rivelata subito degna d’attenzione, stante, naturalmente, la fama internazionale dell’industria calzaturiera sammaurese; e la partecipazione, subito assai ampia, è scaturita da tutto il mondo: dalla Russia al Messico, dal sud est asiatico a diversi paesi europei... con una prevalenza femminile tra coloro che hanno vinto. Non solo. Il concorso si è rivelato anche un’occasione d’impiego nelle fabbriche sammauresi.

I soggetti affrontati sono i più vari. Il prossimo Talento per la scarpa giungerà, nel 2018, alla diciottesima edizione ed è dedicato a La grande bellezza: da Venere a Marilyn Monroe. In questo caso i riferimenti sono soprattutto cinematografici. Come non pensare al film di Sorrentino dallo stesso titolo per il quale molti hanno evocato La dolce vita il capolavoro di Fellini? E non solo per la comune ambientazione romana. Poi Marilyn Monroe il principale mito della bellezza del secondo dopoguerra. Una donna di straordinaria sensualità che ha nutrito l'immaginario erotico di generazioni che la ricordano in scene memorabili da Niagara a A qualcuno piace caldo. E infine Venere, dea della bellezza, che nasce dalla spuma del Mediterraneo... per altro immaginata in molte opere d'arte e mostrata in molti film. Entrambe, Marilyn e Venere, sono simbolo di equilibrio e di perfezione nelle forme. Un ritorno al classico? All'idea che l'antico è sempre nuovo?

Gianfranco Miro Gori

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