Oggi vogliamo raccontarvi di un'altra eccellenza Sammaurese, anche questa ha attraversato i confini della nostra amata Italia.
Un'eccellenza che abbiamo voluto ricordare, e omaggiare alla quale è dedicato il frontespizio de “E CALANDAÈRI DE MI PAIÒS SAMAÈVAR 2025”.
Nel 2025 ricorre il 125° anniversario di un'importante manifestazione nella quale il nostro San Mauro di Romagna (oggi San Mauro Pascoli) è salita agli onori della cronaca internazionale nel campo della zootecnia.
Nel 1900 il “TORO CECCONE” capostipite della razza Bovina Romagnola, selezionata alla Torre dall'ing. Leopoldo Tosi, ha sbaragliato tutti e all’esposizione mondiale di Parigi ha conseguito il Gran Premio ex-aequo con la razza Inglese Herefod.
Questo il testo del medaglione-trofeo in stile liberty con fregi che è stato consegnato al Toro Ceccone: “1900 MINISTERE DE L'AGRICULTURE EXPOSITION UNIVERSELLE CONCOURS D’ANIMAUX REPRODUCTEURS RACE ITALIENNES PRIX DE CHAMPIONNAT”.
Ricordiamo che il 6 maggio 1899 è stata inaugurata a Parigi la Torre Eiffel per l’inizio dell’Esposizione Universale.
All’Esposizione del 1889 parteciparono 23 milioni di persone, ben 48 milioni a quella del 1900.
Spunti dalla prefazione di Piero Maroni al libro fotografico pubblicato nel 1988
“LA TORRE TRA OTTOCENTO E NOVECENTO”:
Quando da Parigi arrivò la notizia che il Toro CECCONE aveva vinto il primo premio all’Esposizione Internazionale l’Ing. Leopoldo Tosi organizzò una grande festa con un ricco banchetto. Venne allestita una lunga tavolata a “U” con invitati tutti coloro che avevano contribuito al successo, dai fattori agli stallieri.
Alla Torre un giorno speciale e importante era quello del mercato, una giornata ricca di eccitazione e di movimento. Tutto il piazzale si riempiva di buoi, vacche, torelli, vitelli, per l’occasione tutti barbati a festa con nastri e fiocchi, dovevano apparire nella loro migliore condizione, far bella mostra di sé ed invogliare all’acquisto.
Arrivavano compratori da ogni parte d’Italia e non solo, e in tutta la Torre risuonavano i muggiti del bestiame.
Dalla Russia veniva alla Torre da Ekaterinoslaw nell’Ucraina il Maresciallo della Nobiltà BROTZKJ.
Era ospite dell’Ing. Tosi per alcuni giorni durante quali selezionata i capi di bestiame da acquistare che raggiungevano l’Ucraina partendo dal porto di Ancona fino a Costantinopoli, attraversavano lo stretto del Bosforo, poi il mar Nero e caricati su vagoni ferroviari fino alla destinazione finale.
Incaricato di accompagnare, seguire e vigilare sui bovini in questo lungo e avventuroso viaggio era DONATI, il figlio di un contadino della Torre addetto alle stalle. Arrivato a destinazione il rientro avveniva in treno passando per Vienna.
Al rientro alla Torre tutti restavano stupiti e meravigliati dei racconti di Donati, l’immensità del mare, le moschee, i minareti, la sterminata steppa Russa, la mitica Vienna, gli usi e i costumi di popoli diversi, che per chi non era mai andato molto lontano dalla propria campagna erano visioni di mondi e modi di vivere fantastici e onirici.
Alcuni anni dopo il figlio del Maresciallo informava che il babbo durante la rivoluzione Russa aveva perso fortuna e vita e si era rivolto al Principe Torlonia in cerca d’aiuto. Invano, non era il Principe uomo da aiutare chi cadeva in disgrazia.
Questo è un breve racconto che riguarda il Toro Ceccone, ma è anche un pezzetto di quella che era la vita alla Torre in uno dei momenti di massimo splendore, poi dopo anni e anni di abbandono era andata in rovina un cumulo di macerie, fino a diventare quella che oggi, rinata e riportata al suo antico splendore, dove si respira la storia.




























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